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Blade: giorni diversi
Data: 22/04/2022, Categorie: Etero Autore: Rebis, Fonte: RaccontiMilu
... che pareva parte del campionario, a battere su un registratore che doveva essere vecchio quasi quanto lui. Wu, l’uomo di Zhara. L’unico alleato che avremmo avuto in quella giungla urbana. Posto che anche lui non si fosse venduto. Perché a Madripoor tutto e tutti erano in vendita. Se c’era un posto sulla terra su cui la paranoia era pienamente giustificata, era Madripoor. -Il signor Wu?-, chiese Flux. Il cinese, un cinquantenne che pareva fossilizzato sulla sedia, alzò lo sguardo, mettendoci a fuoco attraverso due lenti che parevano fondi di bottiglia. -Sì?-, chiese lui, -Volete una ricetta afrodisiaca? Ho appena venduto l’ultima, dovrete aspettare. Però ho delle stampe erotiche della Città Proibita, se volete. Autentiche al cento per cento, potete scommetterci.-. “E perdere”, pensai con un sospiro. Basta così. -Ci manda Zhara.-, dissi. Wu, che si era messo ad armeggiare con alcuni papiri raffiguranti procaci giovani impegnate in evidenti atti amorosi con imperatori e dignitari di corte. Il vecchio sospirò. Annuì. E posò la mole di pornografia antica sullo sgabello. Poi ci fissò. -Vi manda Zhara?-, chiese. -Sì. Per…-, iniziò Flux. Wu scosse il capo, posandosi un dito sulle labbra. Guardingo, si guardò attorno. -Anche i muri hanno orecchie, qui.-, disse. Scese dalla sedia caracollando sino all’entrata, girando un cartellino da Open a Closed e chiudendo la porta a doppia mandata. -Venite.-, ci disse. Io e Flux ci scambiammo uno sguardo. Sicuramente quel tizio non era così ...
... svitato. Sicuramente era prudente. Molto. Logico, in un posto come Madripoor la prudenza era la linea sottile tra il fotografare da un pontile coccodrilli e pescecani o il diventarne il pasto. Entrammo nel retrobottega dietro la porta oltre la cassa, arrivammo in una sorta di magazzino con tre sedie in cerchio e un fornello con una teiera su una delle placche. Wu mise su del té. -Allora… Ditemi tutto.-, disse. -Zhara non l’ha avvisata?-, chiese Flux. -Sì. Ma non di tutto. Mi ha detto, cito testualmente: “Tieni d’occhio Melchor”. Ed é quello che ho fatto.-. -E suppongo che tale sforzo abbia dato frutto.-, disse Flux. Wu annuì. Ecco il mio momento per introdurmi. -Noi siamo qui per questo, per uccidere Melchor.-, dissi, -Ma a quanto ho capito, non sarà facilissimo.-. -Non proprio. Ha assunto il controllo di una gang di strada bella grossa e sta progettando altre cose. Si é fatto una base da qualche parte. Traffica in un po’ di tutto ma per ora non sfida la Tigre, non gli conviene.-, disse Wu. Flux accavallò le gambe, un movimento talmente sexy da infliggere una sciabolata di eccitazione al mio bassoventre. -Però si muove, giusto? Ammassa gente, tira cavi, si prepara al colpaccio, no?-, chiese. Wu annuì di nuovo. La teiera fischiò. Il cinese si alzò e prese tre bicchieri. -Té verde. Volete?-, chiese. Io annuì. Flux invece no. -Sono a posto così, grazie.-, disse. Comprensibilmente diffendente. Potevo credere che fosse già stata avvelenata in qualche modo… Bevvi il té, caldo e senza ...