1. Blade: giorni diversi


    Data: 22/04/2022, Categorie: Etero Autore: Rebis, Fonte: RaccontiMilu

    ... un cenno della bionda, un marinaio aprì un container. -&egrave sufficiente come piano?-, chiese. Decisamente. C’era persino un letto. -Ci troveremo bene.-, dissi. -Lo spero. Arrivare a Madripoor richiederà qualche giorno.-, concluse lei.
    
    -Dunque… una volta laggiù saremo da soli.-, dissi. -La cosa ti crea problemi?-, chiese Flux. -Non direi.-, dissi io. Le accarezzai appena il viso, scendendo sul collo, -Anzi, mi va più che bene…-. Lei sospirò. Poteva fare la dura quanto voleva, e da un certo punto di vista la amavo per quello, ma io sapevo dove e come toccarla. -Ohh, Blade…-, sussurrò lei. Scesi lungo le spalle. Era un massaggio, una carezza appena accennata. Ma bastava, sicuramente bastava ad attizzare lei… e me. Il suo profumo era eccitante, senza nessuna particolare essenza artificiale. Dio, la volevo. E lei mi voleva. Si girò a baciarmi. Lingue in lotta, mani sui corpi, cuori al massimo, feromoni impazziti, puro desiderio. Cristo, avrei dovuto stare attento, qui rischiavo di venire precocemente… Lei mi tolse la maglietta. Io armeggiai con quella sua tuta che la rendeva così eccitante. -Stavolta…-, iniziai. Mi bloccai improvvisamente. Sentivo un rumore. Sottile. Leggero. Ma c’era. Anche Flux si fermò e improvvisamente il container fu scosso.
    
    -Che cazzo…?-, Flux si riassestò la tuta a una velocità prodigiosa. Io non persi tempo a rimettermi la maglia. -Dobbiamo uscire.-, dissi. Sguainai gli artigli ma improvvisamente mi resi conto che erano inutili. Eravamo in ...
    ... trappola, intrappolati in un container dalle pareti troppo spesse per essere perforate persino dai miei affilatissimi artigli. -Siamo in trappola.-, disse Flux. Annuì. Lo eravamo. -Aspettiamo.-, dissi. Non ci fu bisogno di pazientare molto. Le porte si aprirono. Mi lanciai all’esterno. E due dardi stordenti mi centrarono al petto. Il Capitano Sofia Haptmann mi guardò sorridendo, stringendo la pistola a dardi. -Niente di personale, ragazzi.-, disse. -Miserabile puttana…-, sibilai. Quei cazzo di dardi erano roba forte. Non mi reggevo in piedi. -Semplice legge di mercato: l’offerta più alta batte le altre. Melchor é stato… molto persuasivo.-, disse Sofia. Io la fissai con odio. Ma in quel momento il problema era un’altro. Flux dov’era? Conoscendola si era trasformata in acqua per potersela battere e darmi una mano più tardi. Era una schema che solitamente funzionava. Notai che non eravamo più sulla Plumbatt. Eravamo su un’altra nave. Il container era stato spostato. Evidentemente Melchor non era proprio così a corto di mezzi come amava far credere. -La ragazza! &egrave sparita!-, esclamò un marinaio. -Problema risolvibile.-, disse Sofia. Mi puntò una pistola alla testa. Desert Eagle .50. Un’arma che mi avrebbe fatto esplodere il cranio. -Ti do fino al Tre per uscire e arrenderti, dopodiché disintegrerò la testa del tuo amico.-, disse. I fottuti sedativi… il fattore rigenerante si muove al rallenty. Ma ora forse riesco a stare in piedi. -Uno!-. Niente. Ok, riuscivo a sentire le gambe ma ...
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