1. Blade: giorni diversi


    Data: 22/04/2022, Categorie: Etero Autore: Rebis, Fonte: RaccontiMilu

    ... era interessata e non se ne vergognava per niente, anzi. -Oh, non solo. Pensa quanto potrebbe risultare interessante un alleanza con la Tigre!-, ormai il cervello di Zhara aveva ingranato la quinta (ma anche la sesta). -E quale migliore prova di buona volontà che l’eliminazione di un nemico comune, qualcuno che al momento rappresenta una minaccia, anche se velata, per tutti quanti…-, suggerì Flux. L’araba finì la sigaretta e bevve uno shot di Vodka. -Esatto.-, sussurrò. Era in piedi, accanto a noi, ora. -Mi fa piacere vedere che le voci sul tuo conto non erano esagerate.-, disse a Flux. La nera rimase ferma, il bicchiere di Vodka a mezz’aria. Zhara glielo tolse di mano con una delicatezza tutta particolare. Feromoni. Di tutti quanti. Desiderio. E brama. Ma anche avidità, speranza, paura. E tensione. Zhara bevve appoggiando di proposito le labbra dove le aveva appoggiate Flux. Poi le rese il bicchiere quasi vuoto, assolutamente calma. Flux finì la Vodka bevendo dallo stesso punto, fissando l’araba senza soggezione. Ero eccitato e lo sapevo. Così come sapevo che quel teatrino non era stato fatto solo per impressionare Flux. Ma qualunque possibile divagazione erotica avrebbe dovuto attendere, almeno per un po’. -Allora?-, chiesi, -Abbiamo un accordo?-. -Sì. Decisamente.-, gli occhi di Zhara passarono da me a Flux e da Flux a me, -Abbiamo un accordo.-. -Ok. Come lasciamo gli States?-, chiese Flux. -Spero tu non soffra di mal di mare.-, disse Zhara. -Mi trasformo in acqua, ti ...
    ... ricordo.-, rispose la nera. L’araba sorrise, ma brevemente. Poi prese a spiegarci il piano. Il piano non faceva acqua ma passare tre ore in una cassa che avrebbe dovuto contenere un mobile del 1700 fu tutt’altro che piacevole. Flux invece arrivò sulla nave che avrebbe dovuto portarci a Madripoor in un’altra maniera. In una fiala. Nella sua forma liquida, la nera non insospettiva nessuno e, più importante ancora, nessuno si sarebbe sognato di compiere analisi su una fiala di acqua santa di Lourdes. Zhara aveva lavorato bene. Quando un marinaio mi liberò dalla cassa e ebbi modo di uscire stirandomi la schiena che protestava per l’immobilità, notai che eravamo già in alto mare. -Benvenuto sulla Plumbatt.-, disse il marinaio. -Grazie.-, risposi io, -Avete qualcosa da mangiare?-. Un tizio con più tatuaggi che pelle mi passò due sandwich. Li divorai senza quasi sentirne il sapore. -La mia… compagna?-, chiesi. -Qui.-, disse Flux, apparendo da sottocoperta. Una bionda la seguiva. -Capitano Sofia Haptmann, piacere di conoscevi.-, disse stringendo la mano a me e poi alla mia socia. -Il piacere é tutto nostro.-, dissi. -Già. Ora, Madripoor sta cercando di entrare nella comunità mondiale senza dare scandalo quindi comprenderete che farvi sbarcare senza visto non é esattamente l’ideale per evitare problemi.-, disse Sofia. Flux e io annuimmo. -Inoltre, se vi trovassero sulla mia nave, un po’ tutto quanto andrebbe a quel paese.-, continuò la donna. -Immagino tu abbia un piano.-, disse Flux. A ...
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