Languida
Data: 20/04/2022,
Categorie:
Etero
Autore: inception, Fonte: EroticiRacconti
... che, non mi aspettavo fino a qualche minuto prima, e che sai non bastarmi.
Continui in quella ricerca di sensazioni, scivolando lungo la mia schiena, lambendone ogni centimetro.
Il tuo respiro è impercettibile. Eppure mi smuove da dentro, quando con calma disarmante ripercorri ogni mio brivido. Più e più volte.
Cerco di trattenermi, ma è difficile, se non impossibile chiederti di smettere quella che pare, una piacevole tortura.
Avvicino il corpo al tuo, voglio aderirvi, ma inteso il mio desiderio arresti quella languida carezza.
«Al diavolo» sussurro appena, portando la fronte e le dita aperte sul muro davanti a me.
Mi arrendo.
Essere in balìa dei tuoi pensieri è diventata, con il tempo, un’esigenza.
Percepisco il tuo sorriso beffardo deformarti quel muso da schiaffi che ti ritrovi.
Vorrei voltarmi e toglierti il respiro, adesso. Vorrei investire le tue labbra con un bacio.
Un bacio di bruciante follia.
Ma il solo presupporre quale sarà la tua prossima mossa, mi eccita. Nonostante tutto.
E soccombo carnefice del piacere al quale non so resistere.
Con le dita mi aggrappo alla parete liscia e fredda, mentre le tue mani tornano a sfiorare il mio corpo.
Con esse disegni il perimetro dei miei fianchi, fino a raggiungere la carne più morbida, ma passi oltre, senza
soffermarti troppo. E scivoli quasi rude sul mio ventre.
L’istinto mi porta a sussultare, sei troppo vicino ai punti più sensibili, non posso tacere.
Ma mi trattengo, ...
... parlo attraverso il mio corpo, che ora è tuo.
Con infinita calma mi accarezzi appena, con la punta delle dita, disegnando piccoli cerchi che man mano aumentano di volume, come il mio respiro.
Come la mia voglia. Sempre più liquida.
Con le dita graffio le mattonelle bianche fermando i miei ansimi su di esse, mentre le tue sprofondano tra le mie cosce, divaricandomele appena.
Curandoti di non toccare il perimetro del mio desiderio.
Mi inarco, nell’inutile tentativo di intrappolarle. Il mio corpo ti vuole, come la mia anima.
E ne disponi, ora amorevole ora brutale, lasciando che sia l’istinto a guidarti.
«Ti prego» sussurro.
Una preghiera che suona più come un ammissione di colpevolezza.
Con il corpo aderisco al tuo, non posso resistere oltre.
E ti tiro a me, fino a soffocare il tuo ghigno strafottente sulla mia spalla.
L’acqua zampilla sui miei seni che in un brusco impeto diventano prede, delle tue mani.
Gemo, quasi guaisco quando il piacere si irradia fino a esplodermi nel cervello.
Sei rude, eppure così attento a toccarmi come sai piacermi.
La risposta del mio corpo è quella di strusciarsi contro il tuo.
Mordi la mia pelle, adesso. Rovente è il contatto, un brivido mi trapassa come colpita da un fulmine, mentre, quasi
senza grazia, fai tuo ogni mio gemito.
Stringo le gambe allora, nel tentativo di darmi piacere finché la voglia animale di girarmi e baciarti scava prepotente dentro.
La reprimo. Le mie dita, sono morbide ora, ...