1. Languida


    Data: 20/04/2022, Categorie: Etero Autore: inception, Fonte: EroticiRacconti

    ... chiusa dal tuo metro e novanta che mi si para davanti.
    
    Mi vergogno, e lo sai.
    
    Ma questo pare donarti adrenalina.
    
    Te lo leggo negli occhi.
    
    «Ti lascio fare la doccia in pace» sussurro accorciando lo spazio già irrisorio tra i nostri corpi. Alludendo nuovamente ad andarmene.
    
    «Non è quello che mi hai confidato qualche mese fa» ribatti, falsamente stizzito.
    
    Amo questo tuo modo di fare.
    
    E maledetto, tu ne sei ben conscio.
    
    «No, non lo è. E quindi?» incalzo abbassando sensibilmente il tono della voce.
    
    Terribilmente vicini adesso, posso sentire il tuo respiro battermi sul viso.
    
    Guardarti negli occhi è ancora così dannatamente difficile per me. Mi fai sentire così nuda, il che è paradossale dal momento in cui lo sono realmente, in questo istante.
    
    «Voltati» sibili avvicinando il tuo viso quasi a sfiorare il mio.
    
    Abbassando lo sguardo, teatralmente, sospiro.
    
    Non so quali, e quante, emozioni mi stiano aggredendo adesso, so solo che la sfumatura della tua voce riesce sempre a farmi cedere.
    
    Mi ritrovo come in un limbo.
    
    E senza proferir altre parole, ti dò le spalle.
    
    L’emozione di esser squadrata da capo a piedi, dall'animale che sei, mi dona un brivido che, in passato, ho già vissuto.
    
    E ci ripenso, nel silenzio che sto accusando come un macigno sul petto.
    
    E mi rivedo sul tuo letto, tu alle mie spalle, una bestia a fiutare l’odore della propria femmina.
    
    Vorrei aver parole per ribattere adesso, ma non sono brava come te. O forse non so ...
    ... essere stronza, quanto te.
    
    Sto scivolando in un dirupo, nel quale non so quantificare cosa prevalga di più tra il desiderio, e la vergogna.
    
    Il silenzio, che mi sta martellando in testa, viene rotto dall’acqua, fattasi nel frattempo gelata, quando mi investe.
    
    Grido dimenandomi, cercando calore dal tuo corpo.
    
    Con le braccia mi cingi, finché la cascata non si intiepidisce.
    
    E solo allora scosti le mani dal mio ventre, allontanandoti nuovamente da me.
    
    Impreco, ma lo faccio sottovoce.
    
    So che stai sorridendo, forse perché il “Bastardo” che ho solo sussurrato, è l’unica parola che sai aver detto.
    
    E subito dopo mi chiedo dove stiano indugiando i tuoi occhi, ed immaginarli fissi sulle forme morbide del mio fondoschiena mi fa sentire così, stranamente, desiderabile.
    
    Fermano i pensieri, un istante più tardi, le tue dita che dolci, fai scivolare tra i miei capelli. Delicate. Fino a raccoglierli in una coda, che usi per guidarmi a ruotare leggermente il capo, di lato.
    
    Spero in una clemente dimostrazione d’affetto. Ma ciò che solo mi doni è ancora un martellante silenzio.
    
    E questo mi piace.
    
    Gemo, a occhi chiusi, l’acqua ancora picchia sulle mie spalle.
    
    Non so fino a che punto ti vuoi spingere ma è quello che più amo di te. Il tuo tenermi in costante conflitto tra ciò che vorrei essere e ciò che vorrei avere.
    
    Senza darmi tregua liberi i miei capelli, e porti le mani sulle spalle, premendo appena, forse per darmi il tempo di abituarmi, a un contatto ...