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Memorie di campagna. le prime esperienze di un ragazzino parte ii
Data: 15/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: deepmen, Fonte: Annunci69
... per la tua età sei sviluppato bene Gianni, anche i tuoi cugini sono a posto come te. Hai poco pelo perché sei ancora un ragazzino, poi vedrai che cresce ma le palle sono già grosse come quelle dei grandi. La cosa più importante sono i coglioni. Mi raccomando non toccarti tutti i giorni però eh! Va bene ogni tanto ma troppo fa diventare deboli e il casso non si sviluppa bene per quando avrai la morosa! Quando viene caldo va bene una volta al giorno ma d’inverno una volta alla settimana basta. Lo dico sempre anche ai tuoi cugini ahah, quelli si toccano sempre … ma sì non preoccuparti lo facevo anche io: è l’età casso! ”. Poi è uscito dal bagno mentre si tirava su le mutande e si metteva a posto i coglioni. Da ragazzino giravo sempre con il mio cuginetto Santo che aveva la mia età: piccoletto, biondino, grassottello, due occhioni azzurri, senza peli, ancora liscio e bianco come una femmina. Aveva un pisello un po’ più piccolo del mio ma era sempre in tiro e se penso al suo culetto pieno e rotondo mi viene ancora duro, mi faccio ancora delle sborrate... Si andava a pescare nei fossi, si girava per i campi. Le prime seghe me le sono fatte con lui nei campi di granoturco. Lasciavamo le bici nascoste dietro un albero e ci infilavamo nel campo. Ci spogliavamo e ciascuno si menava il suo mentre guardava il pisello dell’altro, si aspettava a vedere la sborra dell’altro per schizzare dopo: era una gara a chi resisteva di più. Venivamo anche due o tre volte, durava tutto il ...
... pomeriggio e si tornava a casa tutti spompati con le palle che ti facevano male. Da ragazzini con i coglioni pieni è dura resistere. Santo il mio cuginetto veniva sempre nel palmo della mano per non sporcare i vestiti poi si puliva con le foglie del grano turco. “L’ hai mai assaggiata la tua Santo?”, gli faccio io. “Qualche volta…quando non ho niente per pulirmi, e tu?”, mi fa Santo con la sborra nel palmo della mano, attento a non farla colare, era già la seconda volta che venivamo. “Qualche volta…che sapore ha la tua?”, dico io. “Mah…salata, una panna salata…” mi risponde Santo. “Fammi sentire dai…”, dico io curioso. Gli ho passato un dito sul palmo della mano che iniziava a colare. Era densa e cremosa come da ragazzini, un filo di sborra mi è rimasto attaccato al dito come la mozzarella della pizza. Me lo sono passato sulle labbra poi l’ho preso con la lingua. “A me piace, un po’ salata…Santo”, gli dico io mentre mando giù la sua sborra.. Ho dato gli ultimi due colpi e ho sborrato anche io. Lo schizzo mi colava nel pugno della mano, gli ho dato una leccata come si fa a un cono gelato. “Anche la mia salata ma meno della tua”, dico io. “Dai che l’assaggio anche io…sì è un po’ salata ma anche dolce…la prossima volta ce lo succhiamo così non ci sporchiamo Gianni”. “Ma non è una cosa che fanno i finocchi?”. “Ma noi non siamo finocchi dai… una volta io l’ho succhiato a quello della cascina Belvedere che viene a scuola con me, lui è già stato con ...