1. Memorie di campagna. le prime esperienze di un ragazzino parte ii


    Data: 15/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: deepmen, Fonte: Annunci69

    Come vi dicevo era normale fra ragazzi in campagna avere le prime esperienze insieme. Poi si diventava grandi e arrivavano le morose…
    
    Passavo tutte le estati dai nonni in campagna, i nonni vivevano con gli zii che facevano andare la terra per il padrone. I miei genitori rimanevano in città: mio padre lavorava in fabbrica e la mamma stava in città per fargli da mangiare e pulire la casa.
    
    Fra maschi al tempo non c’era pudore, si girava nudi se non c’erano le donne in giro.
    
    Mio zio pisciava e si faceva la doccia davanti a me senza problemi. Una volta mentre pisciava io ero in bagno, avevo appena finito la doccia. Lo zio dopo aver scoperto bene la cappella del cazzo si è scrollato e una grossa goccia di piscio caldo mi è arrivata sulla guancia mentre mi asciugavo. Lo zio aveva un bastone largo e pieno di vene con un molta di pelle sulla cappella, due grosse palle pelose fra le cosce come abbiamo tutti in famiglia: il nonno, il papà, lo zio e i miei cuginetti.
    
    Si è accorto di avermi schizzato in faccia e si è messo a ridere:
    
    “ahah dai è la piscia dello sio! Non far la fighetta di città Gianni!”.
    
    Si è passato il pollice con l’unghia sporca sulla cappella lucida per pulirla meglio.
    
    “Se vuoi far bella figura con le ragasse devi pulirlo bene eh! Fra un po’ vedrai. Tienilo pulito anche tu, dai fammi vedere se è a posto”.
    
    Mi ha tolto l’asciugamano e ha preso il mio pisello nel palmo della sua manona ruvida, poi lo ha scappellato fino in fondo, piano piano per ...
    ... non farmi male.
    
    Avevo già un buon cazzo per la mia età e la cappella lucida è venuta fuori dalla rosetta di pelle che tirava con le sue ditone che erano più grosse del mio pisellino. Mi ero appena fatto una seghina nella doccia ( me ne facevo almeno tre al giorno) e la cappella era bagnata con un filo di sborra ormai trasparente che scivolava fuori dal buchino. Lo zio ci ha passato sopra pollice.
    
    “Devi pulirlo meglio casso! Ma ti sei toccato? Vabbè normale da ragazzino…ma bisogna pulirlo sai? Devi stare attento attorno alla cappella dove si fa una cremina bianca…ti faccio vedere…”
    
    e ha passato il suo ditone sotto il bordo della cappella che era diventata tutta rossa e gonfia.
    
    “Va bene non era così sporco dai! Ma mi raccomando che alle ragasse non piace se non è pulito…”.
    
    Mi ha allargato la fessura sul glande tirando la pelle con le dita, la piccola fighetta che abbiamo noi maschi sulla cappella. E’ uscita un’altra piccola goccia di sborra che ha raccolto col suo pollicione, si è pulito il dito sulla coscia e mi a preso le palle nel palmo della mano, le ha palpate bene una per una dal basso verso l’alto. Per fortuna mi ero appena segato altrimenti gli avrei sborrato in mano e mi sarei vergognato. Ero tutto rosso e guardavo in basso mentre il cazzo mi veniva quasi duro, vedevo le gambe muscolose dello zio che aveva ancora le mutande calate e il cazzo moscio con la cappella scoperta dalla pelle, una goccia di piscio ancora attaccata alla fessura.
    
    “Tutto a posto, ...
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