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Un divano per due (edm.12)
Data: 09/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fab80, Fonte: Annunci69
... conferma pochi istanti dopo quando, infilato il braccio sotto l’ascella per tenermi ben saldo dal petto, sento il suo membro eretto sondare le natiche “accidenti Andrea ti ha aperto per bene prima! Lubrifichiamo con un po' di saliva?” A questo punto mi arrendo completamente. “oh si! Sfondami come vuoi!” Si sputa sulla mano e un secondo dopo una gelatina acquosa viene spalmata nell’interno dei glutei “oh si, si, si!” Poi, i nostri corpi incollati, lo sento entrare… spingere millimetro dopo millimetro mentre mi bacia “sto impazzendo” “sssst!” Entra fino alle palle movendosi lentamente; piccoli morsi alle orecchie alternati a baci accompagnano la trionfante penetrazione. Provo, non senza fatica, a torcere il collo per baciarlo sulle labbra. “no, no… stai giù così perdiamo la posizione” ingiunge mentre con la mano libera inizia a masturbarmi” Non ho mai fatto l’amore così con nessuno. Sono completamente, assolutamente suo… ho solo paura che questa notte finisca troppo presto. “guarda che se continui io vengo… sono troppo eccitato!” “hanno ragione i miei amici, sei un puttanone” “si, ma con te è tutto diverso!” “ah si?” “si” “e perché?” “perché sei tu!” Stringe forte il mio cazzo umido nella sua mano e aumenta il ritmo: ad ogni nuovo colpo gemo, quasi urlando, del tutto fuori controllo. “prendila!” sbotta dopo qualche minuto ricominciando anche a segarmi “oh si! Dammela tutta!” un ultimo poderoso affondo prima di ...
... eiaculare dentro di me con un gemito animale; nello stesso istante la mia sborra calda riempie la sua mano schizzando il divano “resta dentro di me, ti prego!” Fino a quando il sonno non ci coglie, restiamo uniti tra gli umori, acri ed intimi, del nostro poderoso idillio. So che quello appena vissuto resterà per sempre uno dei momenti più intensi della mia vita. Qualcosa di cui l’Aquila che tutti ci attende, là dove finisce il sentiero, divorerà con voluttuoso piacere. Alle 6.37 del mattino seguente, giovedì 31 maggio 2001, apro gli occhi: Eugène giace al mio fianco scompostamente steso sul divano, a pancia in giù, con un braccio mollemente adagiato a terra. La luce debole del mattino pone in risalto i suoi riccioli; incantato, lo guardo dormire: avrei voglia di tempestarlo di baci, in particolare i glutei che, sodi e lisci, sono di una sensualità dirompente. So tuttavia che non è il caso di turbare il suo sonno e, ancora ebbro di emozione, vado in bagno. Dalla zona notte odo il debole russare degli altri due. Per non svegliare nessuno, scendo al bar sotto casa per fare colazione con l’intenzione di prendere anche dei croissant caldi da portare ai miei amici. Seduto al tavolino del bar, guardo le arterie che confluiscono sulla piazza animarsi sempre più di un traffico colorato e caotico. Questa notte con Eugène è stato diverso dalle altre volte. È scattato qualcosa. Mi sento felice in preda ad una incontenibile euforia. Bevendo lentamente il cappuccino ...