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Boy scout - 6
Data: 10/03/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Marcus95, Fonte: Annunci69
... prima di lasciarmi. «A dopo» dissi io varcando la porta dell’ambulatorio. Chiusi la porta dell’ambulatorio alle mie spalle e salutai Andrea. Lui ricambiò e mi misi subito al lavoro per sistemare le risme di carta. Speravo di finire quel lavoro, perché dopo un po’ era parecchio noioso. Iniziai sperando che il telefono dell’ambulatorio non squillasse portando notizie che mi avrebbero distratto da quelle risme. Tommaso arrivò nel campo di prova e c’erano già 5 bambini in fila pronti ad attenderlo. Li salutò e spiegò loro quello che avrebbero fatto. I bambini erano felicissimi di quell’esperienza. Tommaso se la cavava bene con i bambini, ma avrebbe voluto stare con Luca. Voleva passare almeno il pranzo con lui ma era impossibile. Maledetto ambulatorio del cazzo si disse. Se ne fece una ragione e proseguì con il suo lavoro. Cosa starà facendo Tommaso? Come se la cavava con i bambini? Le ore passarono e giunse l’ora di pranzo. «Tra poco dovrebbero arrivare i panini» mi informò Andrea. Anche lui aveva fame. Mi aveva aiutato con le risme di carta dato che avevo la nausea a furia di vedere tutte quelle date. Qualcuno bussò alla porta. «No» dissi e sbattei la testa sul tavolo. Un paziente adesso no, non lo avrei mai retto. «Qualcuno ti cerca» disse Andrea. Alzai al testa e vidi che sulla porta dell’ambulatorio non c’era un paziente, c’era un guardiano, il mio personale: Tommaso. «Sei riuscito ad arrivare fino a qui?» dissi alzandomi e andando da ...
... lui. «Sì solo perché mi sono offerto di portarvi il pranzo» disse mostrando i panini. Tommaso porse ad Andrea il suo e a me il mio. «Rimani?» chiesi sperando di passare un po’ di tempo con lui. «No, ho già dei bambini che sognano di volare come Peter Pan.» Ridemmo di ciò, ma lui sparì dietro alla porta dell’ambulatorio. «Fa parte della tua Pattuglia?» chiese Andrea prima di addentare il suo panino. «Sì, è il mio vice» spiegai ad Andrea. Sembrava incuriosito. Parlammo un po’ di come si viveva in tenda e scoprii che era stato anche lui uno scout, poi aveva lasciato per dedicarsi allo studio, saggia scelta mi dissi. Nel pomeriggio finimmo con le carte e feci i salti di gioia. Nessuna emergenza, pochi pazienti. Tutto era un favola. Troppo bello. Arrivarono le 6 e il mio turno era finito. Uscii dalla porta e davanti vi vidi Federico. «Ciao, cosa fai qui sotto?» «Ho finito prima, doccia?» chiese mostrandomi che aveva anche le mie cose. Questa usanza che la gente mi portava le cose doveva finire. Sapevo camminare. Acconsentii ovviamente e ci avviammo al reparto docce senza tornare al campo. Quando arrivammo ci spogliamo senza imbarazzo e ci infilammo nella doccia. Presi il sapone e me lo versai nella mano. Cominciai a insaponarmi il petto, ma la mano di Federico mi bloccò. «No aspetta» disse. «Aspettare? chi?» «Nessuno. Però ti devo dire una cosa. Non sono gay.» «Questo lo sapevo anche io.» Che novità. Mi stava prendendo pure per scemo? «Però ...