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Essere la ragazza di nick
Data: 10/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Gabrihole, Fonte: RaccontiMilu
... “giallo! Giallo!” in segno del fatto che ci stavamo spingendo troppo in la. Tolse subito il getto dal mio culo, lasciò la mia nuca, mi posò una mano delicatamente su un fianco e con tono rassicurante mi disse: “scusami, forse è troppo, non volevo spaventarti”. “Scusa tu” risposi, “ho paura che questo mi causi dei danni, finché giochiamo mi piace ma non ho intenzione di lasciarmi fare del male”. “Hai ragione” rispose lui, “ho esagerato, vuoi ancora essere la mia Cappuccetto Rosso o smettiamo?”. “Andiamo avanti ma prima lasciami uscire per sedermi sul water ed espellere tutto” risposi. “Se vuoi puoi lasciarla andare qua” mi disse. “Ma scherzi? Mi vergogno e poi non ti fa schifo?” “Di te non mi fa schifo niente, mi piaci da impazzire!” disse accarezzandomi il culo delicatamente. “Preferisco sedermi sul water” dissi io. Uscii dalla doccia, feci quello che dovevo fare poi tornai da lui rassegnato a subire di nuovo le sue perverse attenzioni, appena chiusi dietro di me la porta del box doccia mi trasse a se, mi abbracciò e mi chiese: “stai bene?”. “Si, è tutto ok” risposi. Mi spinse con forza di schiena contro le piastrelle e mi baciò in bocca, io ricambiai anche se ne rimasi un po’ stupito, poi la sua lingua cominciò ad esplorarmi la bocca e dopo poco anch’io mi lasciai andare iniziando ad esplorare la sua. Limonammo a lungo e quando smettemmo mi disse: “beh, dopo questo non puoi più essere Cappuccetto Rosso e io non posso più essere il lupo” “Perché?” gli chiesi. “Perché il ...
... lupo non bacia la sua preda, non si preoccupa di averle fatto male, non avrebbe più senso continuare questo gioco”. “Vuoi che vada via?” “Oh no, ti prego, te l’ho detto, mi piaci, rimani!” mi rispose. Lo guardai in faccia e sul suo viso c’era l’espressione di chi spera con tutto il cuore in un si, mi avvicinai fino ad abbracciarlo mentre con una mano gli afferrai il cazzo, lo baciai di nuovo e gli dissi: “se non sono più la tua Cappuccetto Rosso allora chi sono?” “Non lo so” rispose, “a pensarci bene non mi hai nemmeno detto come ti chiami”. “E’ vero! Nemmeno tu me l’hai detto, ti rendi conto di quanto sono troia? Mi sono lasciato fare il culo, mi hai lavato sotto la doccia, mi hai fatto un clistere, abbiamo limonato e non sappiamo nemmeno i nostri nomi”. Scoppiammo a ridere poi gli dissi: “io mi chiamo Gabriele, ma puoi chiamarmi Gabri, è più neutro, sa sia di maschio che di femmina e mi piace”. “Io sono Nicola, ma qua tutti mi chiamano Nick, e a pensarci bene non solo mi hai dato il culo senza nemmeno sapere come mi chiamo, ma non mi hai ancora succhiato il cazzo” mi disse con aria scherzosa. Cominciammo a prenderci in giro a vicenda, lui criticava le mie doti di troia e io gli rinfacciavo che non me l’aveva nemmeno sbattuto in bocca mentre ero la sua Cappuccetto Rosso e poteva farmi tutto quello che voleva. Finimmo di lavarci, tornammo nel salotto di casa sua e guardai l’orologio, “cazzo! E’ già l’una di notte!” esclamai. “Che problema c’è?” rispose lui. “All’ostello dove ...