1. Cazzo d'autore


    Data: 07/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... adagiato mollemente sul ciuffo crespo del pube e rorido sulla punta di minuscole gemme lattiginose: un vero capolavoro, che volle appendere al posto d’onore del suo salottino privato, onde poterne godere in ogni momento.
    
    Come si può notare, una personalità notevole, ma molto diversa dall’Autore, a cui invece il cazzo piace goderselo, sì, in ogni momento, ma in carne, ossa e complementi vari!
    
    Tornando al nostro pittore, c’è da registrare che questa sua insolita passione gli procurò quasi la rottura con la sua ragazza, la quale infatti un giorno si incaponì a volersi far ritrarre la figa. Emanuele saltò su scandalizzato:
    
    “Ma che ti salta in mente? – urlò – io dipingo solo cazzi, lo sai. La figa non mi interessa.”
    
    “Come, non ti interessa? – fece lei – Che ci stai a fare con me, allora?”
    
    E non aveva tutti i torti. Emanuele si morse la lingua.
    
    “Amore, - disse in tono conciliante – volevo dire… non mi interessa come soggetto da dipingere. Io dipingo solo cazzi, lo sai.”
    
    “Per me potresti anche fare un’eccezione!”
    
    E per lei Emanuele fece un’eccezione e dipinse il quadro più brutto della sua vita.
    
    Ciò non toglie che il quadro ebbe un grande successo e adesso è esposto a Metropolitan Museum di New York, ma non con la sua firma, perché l’Artista anni dopo lo ripudiò e lo regalò al proprio postino, quale compenso per essersi fatto dipingere ad altezza inguine assieme al fratello (fratello del postino) nel famosissimo “Duplex”, ora esposto all’Ermitage di San ...
    ... Pietroburgo.
    
    Emanuele aveva da poco compiuto i quarant’anni, quando si verificò un fatto nuovo, che impresse una svolta estremamente importante alla sua arte. Emanuele era sul metro e ottanta, fisicamente robusto e di aspetto discreto, ma il suo asso nella manica era il sorriso: un sorriso franco e cordiale che gli apriva tutte le porte e quasi tutte le patte. Per la verità, aveva anche un altro asso, e non nella manica, ma quello non lo sbandierava ai quattro venti e del resto non ha rilevanza ai fini di questo racconto.
    
    Un giorno, dunque, Emanuele si stava concedendo un raro momento di relax. Se ne era andato al parco e stava leggendo la cronaca sportiva su un noto quotidiano nazionale, quando con la coda dell’occhio scorse un giovane, che si era fermato un momento nelle sue vicinanze e poi aveva ripreso il cammino. Non ci fece caso e continuò a leggere.
    
    Carlo, perché di lui si tratta, era andato nel parco, quel pomeriggio, con la ferma intenzione di rimorchiare qualcuno: era da un po’ che non faceva e aveva la circolazione ormonale alquanto alterata. Quando scorse quel bel dilfone seduto a leggere sulla panchina, l’occhio gli corse subito alla convergenza delle cosce e il rigonfio che vide lo elettrizzò all’istante. Quando poi a una seconda occhiata notò le tempie lievemente argentate, la sua libidine schizzò alle stelle, senza più nessun controllo. Il sangue cominciò ad affluirgli verso il basso ventre, provocandogli un formicolio languoroso, come non gli succedeva ...
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