1. Cazzo d'autore


    Data: 07/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    Emanuele, era un pittore del cazzo. No, non nel senso non valesse niente, tutt’altro: i suoi lavori erano buoni, e godevano di una discreta fama; era un pittore del cazzo nel vero senso della parola, perché amava dipingere cazzi. Cazzi molli, turgidi e semiduri, lunghi e corti, snelli e barzotti, dritti e ricurvi, scappellati, circoncisi e incappucciati; cazzi di ogni forma e dimensione, senza bisogno che ci soffermiamo oltre.
    
    Non che ad Emanuele non piacesse la figa, anzi! Lui stesso ci teneva a precisarlo: etero, normale tutto d’un pezzo, fruitore di figa al cento per cento! Ma come soggetto per i suoi quadri gli piacevano i cazzi. Non si stancava mai di dipingerne. Che uno dice: beh si attraversano vari periodi nella propria vita artistica; chi attraversa il periodo blu, chi quello nero o arancione eccetera. Lui no, lui aveva cominciato con i cazzi e con i cazzi andava avanti.
    
    E tutti ritratti dal vero, intendiamoci! Aveva cominciato col suo, quando era ancora ragazzo, autoritrattandoselo in tutte le pose possibili e documentandone la progressiva evoluzione: da cazzetto quindicenne a cazzone ventenne e passa. Se l’era dipinto prima della sua prima scopata e dopo la sua prima scopata, testimoniandone l’avvenuto cambiamento.
    
    Poi aveva ampliato il raggio d’azione cominciando a cercare modelli nella sua cerchia di amici e infine anche al di fuori mediante annunci sulle riviste specializzate o nelle chat erotiche.
    
    È chiaro che la maggior parte fraintendeva i suoi ...
    ... annunci, ed è logico: se uno legge “Cerco cazzi”, cosa dovrebbe pensare? Tantissimi rispondevano sperando quanto meno di rimediarci un pompino e invece si vedevano proporre una seduta davanti al suo cavalletto. I vaffanculo si sprecavano, però qualcuno ogni tanto accettava di buon grado, nonostante la retribuzione fosse modesta; e allora bisognava vedere la cura che Emanuele gli prestava, era perfino commovente: faceva spogliare il modello e stava lì un pezzo ad studiare ed esaminare l’organo interessato. Lo prendeva con le dita, lo rigirava, lo scappellava, lo teneva dritto, lo girava di sotto, spesso lo annusava anche, perché diceva che non solo la vista, ma anche l’olfatto contribuiva a suggerirgli la giusta ispirazione.
    
    Un giovane una volta gli fece notare che forse anche il gusto poteva dare un contributo importante, ma lui rispose che il gusto può interessare ai pittori gay, che vogliono farsi i loro modelli: a lui bastavano la vista, il tatto e l’olfatto per penetrare l’anima del soggetto da dipingere. E così il poveretto non riuscì a rimediarci neanche una leccata.
    
    Una volta si ripropose di voler dipingere un cazzo sborrato e costrinse il modello a farsi una sega, mentre lui osservava attentamente, e quando venne, si avvicinò e rimase un pezzo ad esaminarlo da ogni angolazione, annusandolo anche da vicino, senza alcuna ripulsa, nonostante il forte odore dello sperma, e sistemandolo nella posa che riteneva più congrua: alla fine dipinse il pisello quiescente, ...
«1234...»