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Il quadro di san giovannino
Data: 04/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: klo2000, Fonte: Annunci69
La Contessa Maria Adelaide Ricci Donati era morta il 16 aprile del 1841 alla veneranda età di 96 anni, vedova del secondo marito da 42 anni e senza figli. Aveva avuto un figlio dal primo marito, ma il bambino, che si chiamava Giovanni Fernando Maria, era morto di scarlattina all’età di sette anni. La Contessa non aveva quindi eredi diretti e il suo titolo e le ingenti ricchezze che possedeva erano passati ad un nipote, figlio di un fratello ormai defunto da tempo, che viveva a Milano. Nel suo testamento però la contessa aveva lasciato una discreta somma alla parrocchia di Presnate, un paesino di montagna sulle prealpi lombarde, perché il parroco potesse fare alcuni lavori di restauro della piccola chiesa, fra i quali ricostruire il campanile distrutto da un fulmine, e soprattutto facesse dipingere un quadro che raffigurasse San Giovannino, in ricordo del suo fanciullo morto. Il prevosto del paese, don Luigi Marinelli, aveva così contattato Domenico Menini, un pittore locale di una certa fama e di qualche talento, per affidargli l’incarico del quadro che sarebbe stato posto sul secondo altare di sinistra della chiesa, altare della famiglia Ricci Donati, al posto di una vecchia crosta raffigurante una Madonna ormai annerita dal tempo e che sarebbe finita in soffitta. Il Menini aveva chiesto dodici scudi per dipingere, più la tela e i colori che sarebbero stati a carico della parrocchia…il prevosto, facendo i suoi conti, aveva visto che la somma era più che ...
... ragionevole e che gli sarebbero rimasti, del lascito, i soldi per altre opere di restauro…più un po’ di quattrini per lui…che avrebbe speso a Milano, quando andava a rapporto dall’Arcivescovo, per certi suoi piaceri particolari che un suo confratello milanese, da cui andava ospite, gli procurava… Il pittore, un uomo di mezza età che si era formato all’Accademia di Milano, aveva anche chiesto se in paese ci fosse un modello per la posa, che doveva essere un ragazzo sui dodici-tredici anni, disponibile per qualche giorno…naturalmente doveva essere aggraziato e di bell’aspetto per poter dare le sue sembianze a San Giovannino… Il prevosto pensò che in paese non c’era nessuno ragazzo abbastanza bello per questa funzione, ma su ai pascoli, Luca del Guercio, il figlio di Bernardo Tornese, detto appunto il Guercio per via che aveva perso un occhio quando era andato a militare, poteva andare benissimo… Il ragazzo aveva dodici anni e, nonostante fosse un povero pastorello, era bellissimo, avendo preso tutto dalla madre (infatti aveva tutti e due gli occhi…che erano azzurri e dolcissimi). Veronica, la moglie del Guercio era stata, anni addietro, la più bella ragazza del paese e tutti si erano meravigliati quando avevano saputo che si era fidanzata col Guercio il quale, oltre che brutto, era anche povero e viveva in montagna fra le mucche e le capre…ma in paese girava anche voce che il giovane avesse un certo “argomento” che un giorno aveva mostrato a Veronica e che la aveva convinta a ...