-
Ritorno al noccioleto - parte 7
Data: 01/01/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: LuogoCaldo, Fonte: Annunci69
... velluto e tirò fuori il cazzo più grande che avessi mai visto. Era lungo e largo e tra le sue dita s’era fatto durissimo. Potevo vedere le vene gonfie che fasciavano il bastone. Lo zio staccò le labbra e spinse la nuca della donna verso il basso, costringendo quella femmina vogliosa a far scivolare la lingua sul collo, sui capezzoli e sull’ombelico ed infine ad inginocchiarsi davanti alla verga imperiosa. Non riuscivo più a vedere la troia. Il corpo mastodontico di quel maschio la sovrastava completamente, offrendomi solo lo spettacolo dei glutei che pompavano nervosamente dentro la gola. “Beata lei.” Pensai. “Che bestia …”. “Che cazzo stai facendo?”. Disse Alfonso. “Cagna”. Lo zio chiavava con forza la bocca della donna, spingendo la testa di lei contro il suo membro. “Ma che diamine … guarda che maiale”. Sussurrò Alfonso. “Ma … perché sei sceso?” “E che te lo volevi godere da solo lo spettacolo puttanella?” Prese la mia mano e se la portò sul cazzo barzotto. “Succhialo tutto vacca! Brava, anche i coglioni, succhia, SUCCHIA!” Ordinava lo zio. L’uccello di Alfonso si indurì immediatamente tra le mie mani. Era completamente teso e scappellato. “Fammelo anche tu”. Mi disse mentre mi faceva inginocchiare, mi afferrava la testa tra le mani e mi guidava la bocca su e giù lungo la sua erezione. Provai ad opporre resistenza ma la pressione delle sue mani sulla mia nuca fu ...
... tale che potei solo assecondare il desiderio di quell’animale. La donna prese ad emettere gemiti di soffocamento. Lo zio doveva aver cominciato a sbatterglielo dentro con forza. Alfonso ci mise poco ad imitarlo. Il suo glande saporoso spingeva violentemente in fondo alla mia gola e le palle enormi rimbalzavano ritmicamente contro la mia bocca. Il mio palato era talmente sollecitato che fui sul punto di vomitare. Stavo impazzendo, potevo avvertire l’eccitazione del padre e del figlio. Quei due porci avevano la stessa foga nelle reni. Mi aggrappai ai quadricipiti gonfi di Alfonso e feci scorrere le mani lungo le sue cosce possenti, afferrai i glutei d’acciaio e scivolai verso il basso, fino ai polpacci enormi. “Vacca. Sto arrivando. Prendila tutta. Tuttaaaa.” Urlò lo zio godendo rumorosamente. Nello stesso momento Alfonso mi spinse con forza la testa contro il bacino. Serrai le dita intorno alle sue natiche contratte e, quando lo sentii tremare per lo sforzo del silenzio, capii che stava per rilasciare tutto il contenuto dei suoi coglioni in fondo alla mia gola. Poi, all’improvviso, mentre il suo uccello infoiato emetteva scariche di desiderio, me lo estrasse di bocca. “Cazzo, cazzo, caz - zo!” Disse mentre, ancora stravolto dal piacere, si tirava su i calzoni. Lo guardai interrogativo. Avevo la bocca piena del suo seme. “Porca puttana, Paolo, quella è mia madre!”.