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Ritorno al noccioleto - parte 7
Data: 01/01/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: LuogoCaldo, Fonte: Annunci69
... anche io”. Risposi entusiasta appoggiandogli una mano sulla coscia. Lui la scostò delicatamente e proseguì. “Ascolta, non so che mi è preso. Ero completamente sconvolto dopo che tuo zio ci aveva visti … E poi il sesso che è stato … WOW … Insomma, non so come dirtelo Paolo. Ho sbagliato. Ho sbagliato a dirti quello che ti ho detto.” La delusione era tanta. Avrei voluto gridare che ormai avevamo superato un confine, che non potevamo tornare indietro così, che il modo in cui i nostri corpi si erano uniti la notte precedente è un evento raro, che va rispettato e non ignorato. Che non capita con tutti. E invece: “Va bene, non ti preoccupare”. Mi limitai a rispondere amareggiato. “Posso chiederti una cosa?” Proseguii dopo qualche secondo di silenzio. “Dimmi”. “Ma tu perché vuoi rimanere qua? Perché non te ne vai da questo posto di merda? Perché non ti fai una vita diversa … una vita che ti piace?” Lui fissava il vuoto oltre il finestrino. “Ci ho provato. Mi volevo arruolare in marina, ma non mi hanno preso”. “Beh puoi ancora farlo un tentativo, hai vent’anni …” Lo spronai. “Si, magari l’anno prossimo” rispose scarsamente convinto. Mi stavo innervosendo. Non riuscivo a trovare la chiave per arrivare a quel ragazzo. “Porca puttana, ho lasciato lo zaino in campagna!” Sbottai innervosito quando eravamo quasi giunti a destinazione. “Adesso come li pago i sacchi? Ma che cazzo...” “E mo’? Dobbiamo tornare indietro?” Chiese lui infastidito. “E che ...
... altro posso fare?” Mi lamentai mentre invertivo il senso di marcia. “Torno subito, aspettami in macchina”. Dissi sbattendo la portiera. Quella giornata non sarebbe potuta andare peggio. Lo zaino si trovava esattamente nel punto in cui lo avevo lasciato. “Almeno una cosa va!” pensai. Lo zio doveva essere nel capanno. Era meglio avvisarlo che avremmo tardato a causa di quel contrattempo. Feci per avvicinarmi al fabbricato quando, proprio dietro l’angolo, accanto alla porta d’ingresso, scorsi due figure che parlavano in modo concitato. Mi appiattii contro il muro, sperando che non si fossero accorti della mia presenza. Zio Gaetano era in compagnia di una donna. “Ti ho messo io in questo guaio”. Diceva lei piangendo. “Perdonami, non immaginavo che alla fine sarebbe andata così”. “Non dire sciocchezze, Gloria. Calmati. Sai che non potevo fare altrimenti. L’ho fatto per lui”. “Lo so. Lo so bene”. Lo zio la abbracciò e lei posò la nuca sul suo petto nudo, singhiozzando rumorosamente. Poi, d’un tratto, vidi che lui le prendeva il volto tra le mani e la baciava sulle labbra, con dolcezza. Mi sentivo confuso. Lei si tranquillizzò e lo zio cominciò ad accarezzarla ovunque, senza staccarsi dalla sua bocca. Le sue mani si stringevano intorno ai seni grandi e scendevano fino ai glutei, sollevavano la gonna e, da dietro, si insinuavano tra le cosce umide. Gloria fece scivolare una mano sulla patta di zio Gaetano, abbassò la zip dei calzoni di ...