1. Erano i tempi - 2


    Data: 25/12/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... bellissimo volto abbandonato nel sonno, le forme di quel corpo mai dimenticato e si sentì sciogliere di dolcezza alla vista del sesso riverso sul ciuffo di riccioli d’oro. Poi il desiderio ebbe il sopravvento: si inginocchiò a lato del giaciglio, si chinò, aspirando il sentore dolciastro del pube e infine lambendo con la lingua la punta del cazzo, bagnata da chissà quali sogni.
    
    Il dio ebbe un fremito, mentre un sorriso gli si disegnava sulle labbra; al che, senza più alcuna remora, Thalos glielo prese con due dita e lo ingoiò fino alla radice.
    
    “Sei giunto, finalmente…”, sospirò Akos,aprendo gli occhi e sfiorandogli i capelli con una carezza leggera.
    
    Thalos non rispose, ma continuò a succhiare quel sesso ormai turgido e pulsante. Era da tanto che lo desiderava, era da tanto che agognava a risentirsi nella bocca quel sapore, quella consistenza… Continuò a succhiare come se non ci fosse un domani e in breve raggiunse il suo scopo: con un gemito prolungato, Akos si tese, percorso dai fremiti, gli afferrò la testa con entrambe le mani e si lasciò andare all’orgasmo, riempiendogli la bocca di denso licore, che Thalos ingoiò quasi con lacrime di gratitudine.
    
    Poi sollevò la testa, si fissarono negli occhi, ridenti quelli del dio, intensi di passione quelli di lui, e gli si stese accanto cercandone le labbra. Si baciarono e il dio gustò nella bocca di Thalos il sapore del suo stesso seme.
    
    “Temevo che non venissi…”, mormorò Thalos fra un bacio e l’altro.
    
    “Te lo ...
    ... avevo promesso…”, rispose Akos.
    
    “Non sempre gli Dei mantengono le promesse…”
    
    “Io sì…”
    
    Continuarono a baciarsi e struggersi di carezze, nudi entrambi e febbricitanti di passione. D’un tratto, come rispondendo ad un desiderio inespresso, Akos si girò sulla pancia, lasciando all’altro libertà di azione. Incredulo, quasi non sapesse più cosa fare, Thalos ammirò e carezzò a lungo con mano leggera i due globi perfetti, glabri e vellutati; infine, si chinò a baciarli e dentro di lui si scatenò la libidine più animalesca. Cominciò a brancicare le natiche del dio con le mani e con la bocca, impastando, leccando, mordendo, grufolando nello spacco con frenesia, fino a raggiungere il tenero orifizio, in cui infilò bramosamente la lingua.
    
    Akos si torceva negli spasimi del piacere che stava provando e pian piano sollevava il bacino, puntando in aria il sedere sia per agevolare la fervente adorazione di Thalos, sia per incoraggiarlo a procedere oltre. E Thalos colse il messaggio: gli si pose dietro in ginocchio, si impugnò l’uccello viscido di umori e lo diresse verso la meta agognata. Il suo cazzo non trovò alcun impaccio: penetrò nel retto del dio come nel burro un coltello arroventato, scivolò dentro con un unico movimento, fino a premergli contro con il ciuffo aggrovigliato del pube.
    
    Il resto si può facilmente immaginare: iniziò una trepidante cavalcata, durante la quale Thalos si prese tutto il piacere che gli fu consentito, dandone altrettanto al giovane dio, come ...