1. Boschetto in città


    Data: 12/12/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: paolo2011, Fonte: Annunci69

    È stato semplice, mi sono inginocchiato sulla terra battuta nel boschetto dietro la concessionaria di auto, tra i palazzi di 10 piani del quartiere popolare, gli alberi e la penombra della notte mi riparavano dagli sguardi indiscreti e le auto entravano e uscivano dal parcheggio come in un carosello televisivo di tanti anni fa. Appoggiato alla ramina che divide il sentiero da un’area industriale abbandonata ho visto un ragazzo arabo, avrà avuto trent’anni, jeans e anfibi nei, un giubbotto di pelle aperto sulla maglietta bianca; l’uccello già fuori dai pantaloni. Se lo menava lentamente guardandosi intorno. Leggermente stempiato ma con una bella barba nera, si scappellava ritmicamente un cazzo notevole, saranno stati almeno 25 centimetri di buona carne e, per una troia come me, una irresistibile tentazione.
    
    Non sono giovane ma mi tengo bene, quando vado a caccia mi metto sempre un paio di mutandine brasiliane e al collo una striscia di cuoio, un collare che di solito uso per il mio cane. Sono una cagna, lo so; rasato e disposto a qualunque cosa pur di avere un cazzo nel culo. Ho imparato bene la lezione, so qual è il mio posto e per questo sono in ginocchi davanti all’arabo…non faccio nulla, apro la bocca a pochi centimetri dal suo cazzo e guardo verso l’alto. Sento l’umido della terra sulle ginocchia e lo sguardo sorridente delle poche persone che passeggiano in cerca di felicità. Alcune sono vacche da monta, altri sono ragazzi pieni di ormoni, altri ancori vecchi maiali ...
    ... in cerca di buchi da tappare.
    
    Tiro fuori la lingua e aspetto…l’arabo continua a segarsi lentamente e mette la mano sinistra dietro la mia testa, la spinge leggermente verso il suo membro barzotto. Deglutisco a vuoto, l’odore di cazzo mi inebria, cazzo bello, pulito, pronto…lo infilo fino in fondo, per quello che posso, fino alla gola, freno l’urto di vomito e mi stacco piano…mi piace così, che mi costringano, che mi scopino in gola, che mi devastino la faccia di sputi e di saliva…ma ora siamo solo all’inizio, ho voluto mostrargli cosa so fare. Il cazzo non è ancora duro e non sono riuscito a ingollarlo tutto, continuo a guardarlo in volto dal basso e gli accarezzo le gambe sopra i pantaloni, dolcemente su e giù fino ad afferragli le chiappe e a spingerle verso di me. Il cazzo sprofonda nella mia gola di nuovo, lui ha capito e con la mano spinge la testa fino in fondo, alla radice del suo uccello.
    
    Mi sento soffocare, sento la punta della cappella toccarmi il fondo della gola, il prepuzio mi sfonda il cervello, ma una vera troia non si arrende, è solo un oggetto di piacere nelle mani dei suoi padroni, è disposta a tutto…ed io sono la scrofa che nel parco pubblico, all’una di notte, davanti ad un piccolo pubblico di sconosciuti, sta dando un esempio di come ci si comporta, di come si debba fare.
    
    Mi sta scopando violentemente il cranio, estrae il suo uccello che nel frattempo è diventato di marmo, lungo e grosso, sembra una lattina di Energy, con le due mani mi afferra i ...
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