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In tempi di quarantena conto le pecorine per dormire (le mie prime cose a tre)
Data: 11/12/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Frivolousb, Fonte: Annunci69
È un'immagine ben nitida e impressa nella mia mente, ancora oggi. Così terrificante nel suo splendore impuro. Io su un grande letto blu, in mezzo, come il ghiotto ripieno di un gustoso hot dog, chiuso da due uomini nudi come me. Avevo dormito, e dormito per modo di dire, tutta la notte sul mio fianco destro. Con un braccio cingevo l’ addome di Tino, il mio Momy, l’ altro l’avevo sotto la sua testa. Ricordo ancora la sofferenza immane che mi procurava quell’insolita posizione, ma io la difesi, quella posizione, con caparbietà, una caparbietà lasciva, lussuriosa. Anche se devo ammetterlo, a un certo punto, nel goffo tentativo di mettermi più comodo, sottrassi da sotto la sua testa, il mio braccio. E quando ebbi finito di distendermelo bello lungo il mio fianco, percepii il lieve movimento di Mario, l’ altro uomo. La sua manovra mi fece ritrovare una mia mano sul suo cazzo, e un suo ginocchio che faceva una leggera pressione sulle mie chiappe. Capii immediatamente che il mio debito dinanzi all’ ospitalità di Mario non era ancora stato saldato, non del tutto perlomeno. Del resto l’ ospitalità ha sempre un suo prezzo, ed è quasi sempre caro e salato. Avevo ancora il buco del culo dolorante, l’ intestino squilibrato, addirittura lo stomaco offeso, ma nonostante ciò, ero di nuovo pronto ad accoglierlo, di nuovo pronto a ricevere i suoi colpetti che partivano lenti, per poi crescere ed esplodere, man mano che cresceva il suo piacere. Percepii chiaramente il ...
... rumore che fece, nel buio pesto di un sabato mattina, le 5:00 del mattino, aprendo il cassetto dove teneva i profilattici. In fondo il mio culo lo voleva, lo cercava. Mario mi inchiappettò per la seconda volta da quando avevo messo piede nel suo appartamento. Ero felice. Non volevo avere debiti con lui, con nessuno, perché prima impari che nella vita nessuno ti dà nulla gratis et amore e meglio è. E in fondo pagare in natura non era poi così male. Un modo come un altro per liberarsi da obblighi e imbrogli. Ci dava talmente dentro che tutto il letto tremava. Io godevo come un pazzo, ma poi iniziai a pormi delle domande sul mio Momy. Era sveglio, o faceva finta di dormire? Finta di essere anche lui una vittima ignara, un complice? Ovviamente Tino non dormiva affatto. Anche lui era vittima delle mani longhe di “Don Mario”, che da buon tiranno dispotico, tentò pure di infilare il mio uccello nel buco di Tino. Ma figurarsi, Tino non aveva mai preso un cazzo in culo, e di certo non avrebbe voluto cominciare quell’ alba di un nuovo giorno! Mario cercò insomma di mettere in mezzo Tino, ma il mio Momy nelle cose a tre amava fare solo da spettatore. In fin dei conti a Mario la cosa non dispiaceva poi più di tanto. E quindi continuò ad approfittarsi di me. Del resto, perché non avrebbe dovuto? Era venuto a prenderci in macchina a Lambrate, a quella sauna attaccata al Binario1. Mezz’ora di viaggio fra andata e ritorno. Quando l'avevo chiamato era a casa, in tenuta casalinga, per ...