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Il paggio della regina - 1
Data: 21/11/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... tramite l’uno il corpo dell’altro. Sentendo le labbra del cavaliere serrarsi attorno al proprio pene, Armand gemette di piacere a quell’umido contatto così caldo e vellutato. La prima volta che Mont-Mercin glielo aveva fatto, Armand era rimasto sconvolto: non riusciva a concepire come si potesse prendere in bocca l’organo di un altro uomo e goderne entrambi con tanta completezza. Vada per la reciproca manipolazione dei genitali, vada anche per l’inserimento nel vergognoso pertugio: era l’istinto animale a guidarli, un istinto animale nel loro caso purificato dall’amore; ma questo? Questo era qualcosa che trascendeva l’istinto animale: era quasi il bisogno di nutrirsi dell’essenza più vitale della persona amata. Armand ricordava sempre con un brivido quella prima volta: ricordava la sua ritrosia, la sua vergogna e poi l’accettazione di quel dono d’amore e infine la sconvolgente piacevolezza di depositargli nella bocca, sulla lingua il proprio seme… e poi il fremito di raccapricciante libidine quando aveva scoperto che, lungi dall’essere sputato fuori con disgusto, quel liquido peccaminoso era stato invece ingoiato con tanta delirante ingordigia. E ora stava per succedere di nuovo… Ancora una volta il piacere crebbe dentro di lui fino al parossismo; ancora una volta tutto il suo corpo prese a vibrare, mentre lui gemeva senza posa e ancora una volta, serrando ancor le ...
... labbra attorno al pomello pulsante, il suo amante degustò il denso succo d’amore. Armand boccheggiò, mentre il cavaliere lappava le sue ultime gocce di miele. Poi, Mont-Mercin riemerse da sotto le coperte e, stringendolo nuovamente a sé, lo baciò con rinnovata passione. “Sai di sborra.”, gli sussurrò Armand all’orecchio. “E vorrei vedere… - ghignò l’altro – è la tua.” La mezzora successiva passò come possiamo facilmente immaginare; Armand avanzò più volte la mano vogliosa a cercare il bigolo dell’amante, trovandolo però ogni volta molle e senza vita. “No… - gli disse alla fine Mont-Mercin, mezzo addormentato – lascia perdere… Sono davvero stanco…” “Ti ha prosciugato quella puttana!”, esclamò Armand, ma senza risentimento. “Come sempre… lo sai…” “E’ quasi giorno, amore, - disse allora Armand – vado, prima che i servi comincino a svegliarsi.” “Sì… stai attento…”, fece il cavaliere, e già dormiva. Armand scostò le lenzuola e si alzò, si infilò la calzabraca, terminò di vestirsi e, deposto un bacio leggero sulla fonte dell’amato, andò a socchiudere silenziosamente l’uscio; sbirciò fuori, che non ci fosse nessuno nelle vicinanze, quindi scivolò rapido per scale e corridoi ormai in penombra, finché raggiunse la sua camera. Si spogliò, gettando i suoi panni in giro, si infilò a letto e finse di dormire, in attesa che qualcuno venisse a svegliarlo. (continua)