1. Il paggio della regina - 1


    Data: 21/11/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    Armand prestava servizio a Corte fin da bambino, allorché era stato notato dalla regina, durante una visita reale al castello di suo padre, il marchese De La Tour, e la Sovrana lo aveva preso con sé quale suo paggio personale.
    
    Da allora erano passati più di dieci anni e Armand era diventato un bellissimo giovane, che impreziosiva ancora di più, con la sua virile avvenenza, il corteggio di paggi e damigelle della regina. Le quali nobili damigelle non si lasciavano sfuggire l’occasione di fargli gli occhi languidi e parecchie, quasi a gara, gli avevano offerto il proprio letto per una notte di passione; ma Armand si era dimostrato incorruttibile, tanto che ormai tutte lo chiamavano con una punta di acidità “il bello dal cuore di pietra.”
    
    In realtà, le cose stavano in modo un po’ diverso, altrimenti non staremmo qui ad occuparcene. E già immagino le ghignate che qualcuno si starà facendo, immaginando l’animo del giovane agitato da chissà quali turpitudini. Niente di più falso! Il giovane marchese de La Tour era effettivamente uno specchio d’onestà a cui tutti dovremmo ispirarci.
    
    Quella notte, Armand scivolava silenziosamente per i bui corridoi del Louvre, procedendo pressoché a tastoni e orientandosi alla fievole luce delle stelle che ogni tanto filtrava da qualche finestra. Scese la scaletta segreta che dagli appartamenti della regina portava all’ala destinata al personale di corte, svoltò a sinistra, e aveva appena imboccato uno stretto passaggio, quando si sentì ...
    ... afferrare per un braccio e tirare in una nicchia: subito dopo due labbra morbide e carnose si poggiarono sulle sue in un lungo bacio appassionato.
    
    “Finalmente sei venuto…”, mormorò una voce alle sue orecchie.
    
    “Amore…”, sospirò Armand, rinnovando il bacio e l’abbraccio.
    
    “Vieni... andiamo…”
    
    “No, - fece Armand – la regina ha chiesto di te, venivo appunto a chiamarti.”
    
    “Accidenti, no!”, esclamò contrariato il cavaliere di Mont-Mercin, perché proprio di lui si trattava, l’amante della regina.
    
    “Mi dispiace, amore… devi andare da lei.”
    
    “Aspetta…”
    
    Si scambiarono un altro lungo bacio, poi Armand lo guidò nel tortuoso percorso verso gli appartamenti della regina. Introdottolo nell’anticamera:
    
    “Ti aspetto qui”, gli bisbigliò all’orecchio, prima di grattare all’uscio della camera e affidarlo alla damigella che fece capolino e, presolo per mano, lo condusse dove la regina lo attendeva.
    
    Armand si sentì stringere il cuore, vedendo la porta richiudersi, e si sentì soffocare al pensiero del suo amante nudo fra le braccia di quella donna; ma che poteva farci? Essere chiamati al talamo reale era un onore e un dovere a cui non ci si poteva sottrarre in alcun modo, pena punizioni severe e sanguinose vendette.
    
    Ecco dunque fatta chiarezza sul cuore di pietra, con cui Armand de La Tour teneva a bada le profferte delle damigelle della corte: lui amava appassionatamente il cavaliere di Mont-Mercin, amante della regina e non c’era spazio per altro nel suo cuore. E il ...
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