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Il paggio della regina - 1
Data: 21/11/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... cavaliere? Il cavaliere lo amava con altrettanta passione, ma per la sicurezza di entrambi doveva giocoforza sottostare ai favori e ai voleri della sovrana. Era un gioco alquanto intricato e pericoloso in cui bisognava disimpegnarsi con estrema cautela, essendo la regina notoriamente suscettibile e vendicativa. Era quasi l’alba, quando la porta della camera tornò a socchiudersi e il cavaliere ne scivolò fuori visibilmente stremato. Al primo leggero cigolio dei cardini, Armand era già saltato in piedi e dovette farsi forza per impedirsi di correre ad abbracciarlo. Aspettò che la porta si richiudesse, che Mont-Mercin attraversasse con passo malfermo lo spazio che li separava, poi con un cenno della testa lo invitò a seguirlo. Sulle scale, lo prese per mano, quasi a guidarlo nell’oscurità che li avvolgeva, ma fu solo quando furono al sicuro nell’alloggio del cavaliere, che Armand gli gettò le braccia al collo e lo strinse in un abbraccio disperato. Il cavaliere lo baciò, poi: “Vieni”, gli disse. Raggiunsero il letto, tirarono le cortine e si spogliarono, infilandosi sotto le coperte. Furono subito l’uno fra le braccia dell’altro, scambiandosi baci spasmodici e spasmodiche carezze. Armand era eccitatissimo: bastava già il contatto col suo amante ad infiammarlo. Il cavaliere gli sfilò la camicia e prese a baciare il suo petto glabro. Il calore e l’aroma di quel corpo virile lo facevano impazzire e lui lo manifestava straziando i suoi capezzoli di baci e morsi ...
... leggeri. Dopo un istante di tenero compiacimento, Armand ricambiò quelle attenzioni e in breve furono nudi entrambi ed avvinghiati in un groviglio di pulsante passione. Ma se l’uccello di Armand era teso e urlava tutto il suo desiderio, quello del cavaliere rimaneva viscido e molle, appena percorso da qualche brivido quasi inavvertibile. Appena se ne accorse: “Sei stanco, amore, - gli bisbigliò Armand – dormiamo, dai.” “Stanco? - ridacchiò il cavaliere – Certo lo sei tu che mi hai aspettato tutta la notte. Dormi pure, se vuoi… io ho ancora qualcosa da fare.” E dicendo questo, strinse nella mano con grato piacere il cazzo pulsante dell’amico, quindi scivolò sotto le lenzuola, dopo un’infinità di baci raggiungendo finalmente la meta. Appena fu giunto, accostò le labbra alla cappella bagnata e prese a leccare golosamente la bava che la ricopriva, poi se la fece scivolare in bocca e iniziò a succhiarla. Pensando che era stato fino a qualche minuto prima nel letto della regina, dove l’aveva presumibilmente soddisfatta, qualcuno si chiederà come fosse possibile che si ritrovasse adesso a succhiare con tanta passione l’uccello dell’amante. Beh, l’animo umano ha mille sfaccettature, lo sappiamo tutti: per quanto ne so quella con la regina era una faccenda puramente fisica che il cavaliere era obbligato a portare avanti per prudenza e convenienza; questa invece trascendeva la pura fisicità: era l’unione spirituale di due anime innamorate, che godevano le gioie dell’amore ...