1. Danilo e federico - parte i: punto di non ritorno (2)


    Data: 06/11/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: vgvg91, Fonte: Annunci69

    ... piange senza motivo» disse improvvisamente con la sua voce calda e minacciosa. «Mi rende estremamente nervoso e sono costretto a scaricare lo stress». Detto ciò, con un brusco movimento del corpo e con una forza fuori dal comune, mi sollevò di peso e mi stese sul letto a pancia in su. Il terrore riprese ad impossessarsi del mio corpo.
    
    «Cosa vuoi fare?» chiesi, vivamente allarmato e con la voce rotta dal pianto.
    
    «Mi sembrava di averti chiesto di stare tranquillo» replicò con voce calma, fissandomi in volto con lieve disappunto. La penombra nella camera mi permetteva di scorgere solo parzialmente la sua espressione. Per di più, non ero facilitato dagli occhi umidi. «Non mi hai ascoltato ed ora sono più nervoso di prima. Ti ho avvertito» continuò, mentre con una facilità impressionante divaricò le mie gambe e vi si inserì con tutto il corpo. La sua mole lo costringeva a tenermi le gambe aperte al massimo con le sue forti mani.
    
    «No, ti prego…» mugolai. Sollevai le braccia che, in confronto alle sue, sembravano due grissini facilmente frantumabili, e posi le mani sul suo addome duro, spingendo con tutte le energie che riuscii a raccogliere. Non ottenni alcun risultato, non avrei mai potuto spostare quelli che parevano essere 100 kg di peso. L’uomo sorrise sornione: «Andiamo, non sprecare le energie in questi inutili tentativi» e si mise sopra di me. Tentai di puntare sulla forza delle gambe, ma erano state immobilizzate dalle sue mani. Cosa potevo fare? Ero in trappola ...
    ... per la seconda volta, quella notte.
    
    «Questa volta non ci saranno sconti» annunciò, volgendo il suo sguardo sul mio buco. «Ormai è bello che sfondato, scommetto che potrebbe anche piacerti».
    
    In quella posizione non riuscivo a vedere il cazzo che si poggiava di nuovo sull’ano, ma il solo contatto mi provocò un bruciore insopportabile. Strinsi i denti.
    
    «Te la sei cercata» e con queste ultime parole, cominciò ad affondare il suo membro dentro di me.
    
    Lanciai un urlo: il dolore, se possibile, era più intenso rispetto a prima. I tessuti già lacerati si strapparono ulteriormente mentre quel mostro di carne si faceva strada come un bulldozer, senza alcuna riserva.
    
    Mi sentii mancare il fiato: lui se ne accorse e, con un ghigno, mi penetrò anche con il suo sguardo glaciale dicendomi: «Prima sono stato accomodante. Adesso ti scoperò come meglio preferisco».
    
    «No, ti prego…» ripetei con un filo di voce, ma fu inutile. Il suo cazzo era arrivato fino in fondo, avvertivo il suo pulsare nelle mie viscere. Ero completamente senza difese, ma le mie mani spingevano ancora sul suo addome, nel vano tentativo di mettere quanta più distanza possibile tra i nostri corpi.
    
    Iniziò a stantuffarmi e, ad ogni suo affondo, mi lasciavo sfuggire i gemiti, mentre lui grugniva dal piacere. Non distoglieva lo sguardo dal mio viso, era quasi ipnotico. Distolsi quella vista insostenibile e guardai in basso verso il mio pube. Il mio cazzo giaceva semi rigido, probabilmente stimolato parzialmente ...
«1...3456»