1. Danilo e federico - parte i: punto di non ritorno (2)


    Data: 06/11/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: vgvg91, Fonte: Annunci69

    ... provavo più alcuna emozione, se non quel dolore sordo nel mio ano, ormai slabbrato. I suoi colpi erano poderosi e incessanti, il suo respiro nel mio orecchio sempre più profondo e cupo. Me lo morse, in visibile estasi, mentre mi penetrava senza mai stancarsi. Mi accarezzò una gamba con la mano libera e mi tenne stretto mentre aumentava la frequenza dei colpi. Il letto cigolava paurosamente. Quella montagna stava distruggendo entrambi, ma il suo piacere veniva prima di ogni cosa. Cominciai a sentire il sudore del suo petto appiccicarsi alla mia schiena attraverso il pigiama.
    
    La penetrazione non durò ancora a lungo: la frequenza dei colpi divenne impossibile da sostenere, mi sentivo andare a fuoco, finché con un poderoso grugnito finale non estrasse il cazzo e lo sentii inondare le mie natiche. Una, due, tre... persi il conto delle copiose sborrate calde e dense che si riversarono sul mio culo, imbrattando le lenzuola.
    
    Solo allora, l'uomo mi liberò dalla sua presa, ma io non mi spostai. Ormai non avrebbe avuto senso, mi sentivo solo svuotato, sia di emozioni, che del suo cazzo. Lo sentii poggiarlo sulla mia schiena e strusciarlo, sicuramente per ripulirsi delle gocce residue di sperma. Una volta acquietatasi la tempesta, avvertivo ancor più distintamente il dolore che mi pervadeva l'ano.
    
    Ritrasse la mano sinistra poggiata sul mio ventre e con la destra mi tirò per i capelli, avvicinandomi a lui.
    
    «Sei stato bravo» sussurrò e rimase lì accanto a me.
    
    Passarono i ...
    ... minuti e gradualmente ripresi contatto con la realtà. Il suo respiro profondo nel mio orecchio mi suggerì che si era addormentato, mentre io restavo con gli occhi sgranati a fissare l'orario della sveglia digitale sul comodino, ma senza guardarla realmente. L'ano pulsava senza sosta, era una sensazione terribile. Il bruciore non accennava a diminuire.
    
    Finché un altro tipo di dolore, partendo da quel punto e risalendo lungo il mio corpo, giunse alla mia gola. Singhiozzai. Dopodiché, le lacrime cominciarono a solcarmi le guance. Tentai di non fare il minimo rumore, la mia ultima intenzione era quella di risvegliare la bestia accanto a me. Ero scosso, il mio corpo tremava incontrollabile da capo a piedi. Più realizzavo cosa fosse appena accaduto e più le lacrime sgorgavano copiose: non sapevo se sarei riuscito a calmarmi, ma, stranamente, la mia preoccupazione maggiore era quella di far sì che il mostro accanto a me non si accorgesse di nulla.
    
    I continui tremori del mio corpo, tuttavia, sortirono l’effetto contrario. Lo sentii mugugnare nel mio orecchio, mentre il suo braccio continuava a circondarmi il petto, e si fece più vicino.
    
    «Non ci credo, stai piangendo» notò con enorme sorpresa.
    
    Non risposi: non avevo nulla da dire. Volevo solo che si allontanasse, che mi lasciasse in pace e sparisse dalla mia vita. La crisi di pianto non accennava a diminuire. La presa del suo braccio si fece più stretta, soffocando i miei profondi e accelerati sospiri.
    
    «Non sopporto chi ...
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