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Danilo e federico - parte i: punto di non ritorno (2)
Data: 06/11/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: vgvg91, Fonte: Annunci69
I sogni che seguirono furono molto agitati e confusi. Le immagini si susseguivano nella mia mente senza sosta: domande d'esame impossibili, commissari sadici e fallimenti di ogni genere affollarono la mia mente e il mio spirito al punto che cominciai a sentire una pressione ingombrante sul mio corpo. Sembrava tutto così reale... Sbarrai gli occhi. La prima cosa che avvertii fu che la pioggia aveva smesso di infuriare. La seconda, che percepivo ancora questa dannata pressione sul mio corpo, al punto che non riuscivo a distinguere se stessi sognando o fossi sveglio. Solo dopo svariati secondi, avvertii al mio orecchio dei respiri profondi e un tocco persistente nelle mie parti basse posteriori. C'era qualcuno accanto a me, era inequivocabile. Un odore pungente di maschio colpì le mie narici e realizzai: il mio compagno di stanza inaspettato era salito sul mio letto accanto a me e stava esplorando centimetro dopo centimetro il mio corpo. Terrorizzato, diedi uno strattone, ma come unico risultato ottenni che il suo enorme braccio si strinse attorno al mio petto, bloccandomi le braccia. «Ma cosa sta...» tentai di dire. Non feci in tempo a finire la frase che mi tappò la bocca con la mano, premendo con forza. «Shhhh» fece lui al mio orecchio. Un brivido mi percorse la schiena e cominciai a sudare. Provai a urlare, ma ne venne fuori solo un suono ovattato e soffocato. «Fai silenzio» replicò lui, con un tono di voce minaccioso e, allo stesso tempo, ...
... chiaramente eccitato. «La questione è molto semplice» continuò, mentre ascoltavo terrorizzato e ansimavo rapidamente. «Hai due possibilità: assecondarmi con le buone, e ti assicuro in tal caso che non ti farò del male. Oppure, se dovessi continuare a ribellarti come stai facendo» disse con voce scura, mentre provavo con tutte le mie forze a liberarmi, «per te non sarà una esperienza per nulla piacevole. A te la scelta». Calò il silenzio. Provai a dare qualche altro strattone, ma era inutile. Il solo braccio di quell'uomo era in grado di tenermi perfettamente immobilizzato, così compresi di non avere scelta. Mi fermai, seppure il mio respiro diventasse sempre più affannoso, mentre in me si faceva strada la consapevolezza di cosa sarebbe successo. Gli occhi scattavano da una parte all'altra della stanza, in cerca di una anche solo minima possibilità di fuga. «Molto bene» sussurrò lui, questa volta con voce calma, e riprese ad esplorare il mio di dietro con l'altra mano. Toccò tutta la schiena, poi scivolò lungo le natiche e le tastò avidamente. Con estrema facilità, abbassò prima il pigiama e poi gli slip. Ero alla sua mercé. Nel frattempo, avvicinò il suo membro al mio ingresso e cominciò a strusciarsi. Era molto caldo e pulsante, notai, ma questo non fece altro che spaventarmi ancora di più. Diedi un ultimo strattone e riuscii quasi nel mio intento, approfittando della sua momentanea distrazione, ma per un pelo riuscì a stringermi di nuovo nella sua morsa. «Ultimo ...