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Ammiraglio medico ultima parte
Data: 20/10/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Liliana1980, Fonte: Annunci69
Eccomi amiche ed amici a continuare la storia di quei due fantastici giorni, per non parlare delle notti. Ancora oggi, che ve li sto raccontando, mi sembra impossibile averli vissuti, ma ci sono prove talmente tangibili che devo per forza crederci. Dove eravamo rimasti? Ah! si, i due erano accovacciati sollo il tavolo con l’intenzione di farmi.. Scopritelo leggendomi. Ma andiamo avanti. Sentii la voce di Letizia. “amore voglio fargli un pompino che se lo ricorderà per anni” “conoscendoti sarà veramente sublime, vai allora, io ti farò da spalla” Amici, voglio raccontarvi per filo e per segno quel pompino, almeno quello che riesco a ricordare nei momenti di coscienza. Dire che fu una cosa incredibile, mi sembra riduttivo, mi è rimasto talmente impresso nella memoria, che ancora oggi, me lo ricordo, come me lo avesse fatto ieri sera, e si che sono passati diversi anni. Meglio cominci a raccontarvelo. Letizia si mise comoda, cominciò col baciarmi la coscia sinistra, Giorgio, per non essere da meno, la imitò con la destra. Con calma, molta calma, salivano verso la vetta. Ma non avevano fatto i conti con la mia esplosiva eccitazione. “non c’è la faccio, sto per esplodere!!” Una mano esperta, non riuscii a capire di chi, impugnò i testicoli e diede una energica strizzata, che oltre a farmi uscire un urlo di dolore, ebbe il merito di allontanare di parecchio l’imminente orgasmo. “che fate, siete matti, me li volete ...
... staccare?” Letizia con la sua dolcissima voce “tranquillo, così ora posso dedicarmi a quello che voglio farti provare” Con calma, prendendo tutto il tempo che desiderava, cominciò a risalire, coadiuvata dal marito. Arrivò alla meta, e con delicatezza accarezzò il meraviglioso strumento che è il pene. Si avvicinò col viso, senza toccarlo, facendomi sentire il respiro sulla sensibile pelle della cappella, per poi sfiorarla con le labbra umide, unitamente alla punta della lingua. Il tutto senza mani. Non sono un marziano e cominciai a dare segni di una imminente pazzia, iniziai a risalire la scalinata verso il paradiso dell’orgasmo. Se ne accorsero. Altra schiacciata di testicoli e altro ruzzolone verso il limbo dell’attesa. Ancora un’urlo da parte mia. Letizia iniziò a leccare, in modo più deciso, la punta dell’idolo di carne, mentre con le mani lo scappellava. Lo prese in bocca più che poteva, fino in fondo, bagnandolo con tanta saliva. Ripresi a salire la scalinata, nella speranza che fosse la volta buona. Mentre faceva su e giù con la bocca, disegnava dei cerchi sulla cappella con la lingua, cavolo quanta esperienza. Ed io continuavo lentamente a salire. Ogni tanto, una mano malandrina, andava a stuzzicare il buchino e questo mi faceva fare la scala del piacere, a due scalini alla volta. Mentre continuava ad andare su e giù con la bocca, la mano ruotava leggermente la pelle, scappellandolo, per poi tornare su Oramai ero in cima alla ...