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Tommaso, luca & nicola - 3
Data: 02/10/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Marcus95, Fonte: Annunci69
... ucciderti?» Chiede disperato. «Io, io, lasciami andare, non voglio più andare avanti» dico piangendo. «Te lo puoi scordare. Per poco non ti prendevamo sotto con la macchina» dice cercando di mettermi sdraiato sul marciapiede. Guardo il suo volto. È bello come al solito. Cosa ci fa qui? Noi avevamo appuntamento per domani, non oggi. Come sa dove abito? «Che cosa ci fai qui?» Chiedo tastandomi gli arti per vedere se sono tutti attaccati. «Stavo andando alla palestra. Questa è la strada che faccio sempre, ma quando ti ho visto sul bordo della strada con l’intento di attraversare senza guardare mi è salito il panico. Sei un pazzo, te l’ha mai detto nessuno?» «Sì, tu» dico cercando di sdrammatizzare. Lui ride ma sa che sono un cretino. Sì l’atto da me compiuto è stato stupido e irresponsabile. Alzo gli occhi e guardo verso la finestra del mio ex appartamento. Mi sembra di scorgere qualcosa ma è solo un impressione. Non c’è nessuno alla finestra. Tommaso non ha visto la scena. Nicola mi aiuta ad alzarmi e mi porta verso un Audi nera. Porca vacca, si tiene bene il solitario. «Ti porto a casa» dice facendomi salire sul sedile posteriore. Lui si siede vicino a me. Ma chi guida? Io sono a casa. «Io abito qui» dico. «A casa mia» dice lui correndosi. Guardo avanti a me e vedo un signore alla guida. Non può essere. L’autista no. Nicola vede lo stupore sul mio volto ma non dice nulla. Lui forse è abituato a tutto questo. Alle macchine importanti, alle ...
... persone che si stupiscono per l’autista. No, non è l’autista, sarà suo padre. Lui si sarà seduto dietro con me per starmi vicino. Ecco quanto. La macchina parte e fa una inversione. Viaggiamo per qualche minuto e usciamo dalla città per raggiungere una grande villa con giardino. Non sono una persona da villa con giardino, ma va bene così. La macchina entra nel cancello e si ferma vicino alla porta, portone, d’ingresso. Scendo e Nicola mi segue. Caspita che bella villa. Entriamo e l’ingresso è stupendo. Ci sono tante statue in giro e il soffitto è altissimo. C’è anche una grande scala che porta al piano superiore. Ci dirigiamo verso si esso. Mi sento uno importante. Nicola non dice nulla. Qualche volta controlla che io sia dietro di lui. Una volta al piano superiore ci sono svariate porte lungo il corridoio infinito. Mi indica l’ultima porta e mi dice che lì c’è la sua stanza. Sono curioso di vederla. Entro ed è enorme. È grande come il soggiorno e camera mia unita insieme. Ora quella casa non è più mia dato che la dovrò cedere a Tommaso dato che aveva pagato lui la maggior parte delle cose. Scaccio via il pensiero. Si siede sulla scrivania e mi fa accomodare su un divano. Mi porge una Coca-Cola. La stappo e bevo. È molto buona, come sempre. «Tu sei ricco, no?» Chiedo senza neanche preoccuparmi di essere sgarbato. «Si nota un po’ vero?» Chiede lui ridendo. «Perché mi hai salvato?» Chiedo ripensando alla scena di quella mattina. Lui mi guarda e non dice nulla. «Non è ...