1. Viaggio fra le stelle


    Data: 17/09/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    L’astronave di prima classe I-G ONE viaggiava veloce nel buio firmamento interstellare. Era in volo da 30 anni, diretta alla remota colonia spaziale di Ferugia, distante dalla Terra diversi milioni e miliardi di chilometri.
    
    Al suo interno, una morbida luce in modalità notturna abbracciava le capsule in cui equipaggio e viaggiatori riposavano ibernati: l’astronave avrebbe viaggiato ancora per oltre 70 anni, prima di arrivare nell’orbita di Ferugia. Al suo arrivo, i tecnici sulla Terra che l’avevano spedita nello spazio sarebbero stati da tempo ossa e polvere, compreso il giovane Walter, che aveva pianto al momento di schiacciare il pulsante di accensione motori, al fatidico “ZERO”. Con l’astronave se ne andava per sempre metà del suo cuore.
    
    Nella penombra, spiccavano vivide le luci verdi dei quadri elettronici ad indicare che nelle remote visceri dell’astronave tutto procedeva secondo i piani. I tecnici, i programmatori e gli ingegneri spaziali avevano fatto tutti un ottimo lavoro.
    
    Il silenzio ovattato era turbato solo dal ronzio sommesso delle attrezzature in funzione. Un giorno dopo l’altro, un mese dopo l’altro, un anno dopo l’altro, l’astronave procedeva immersa nel silenzio di quella pace innaturale, che nulla giungeva a turbare.
    
    Poi, all’improvviso, una spia rossa prese a lampeggiare sul quadro elettronico di una delle capsule e, subito dopo, un fischio leggero e uno sbuffo ruppero l’immobilità soporifera della grande sala, mentre il coperchio cominciava ...
    ... a sollevarsi lentamente. L’uomo all’interno rimase immobile per un pezzo, mentre una infinità di aghi, conficcati sotto la pelle, svegliavano il sangue e riprendevano a insufflargli vita e calore nelle vene contratte. Ci volle un po’, prima che il suo cuore avesse un debole battito, ma subito dopo il petto si sollevò a risucchiare aria, i polmoni si gonfiarono e si svuotarono, avidi di respirare l’aria arricchita di ossigeno. Il processo di risveglio era ormai innescato: un colorito sano tornò sul volto armonioso, le membra cominciarono a perdere il torpore e infine, dopo un breve tremolio, le palpebre si sollevarono a riprendere contatto con il mondo.
    
    Ormai cosciente, l’uomo cercò di sollevarsi a sedere, ma era ancora imprigionato nelle attrezzature, doveva aspettare, così gli avevano insegnato al corso di addestramento.
    
    E lui aspettò. Aspettò, finché, completato il loro compito, le attrezzature lo lasciarono libero e lui riuscì a sollevarsi seduto. Si sentiva ancora molto debole, anche se i nutrienti che gli erano stati iniettati nelle vene cominciavano a fare il loro effetto. Si guardò intorno: c’era qualcosa di strano… dove erano gli altri? Dove era il personale di bordo, che avrebbe dovuto assisterli in quel delicato momento? Se ricordava bene le istruzioni, una volta raggiunta l’orbita di Ferugia, prima si sarebbe svegliato il personale di bordo, con i tecnici di volo ecc. poi sarebbe toccato a loro, i coloni, e insieme avrebbero predisposto tutto il necessario ...
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