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Avventure di uno studente Cap 5
Data: 16/08/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Paolina, Fonte: RaccontiMilu
Sedotta e appagata. Appesa in bagno avevo visto una vestaglina di seta nera, probabilmente lasciata da qualcuna delle innumerevoli donne che frequentavano la camera di Alì, mi sembrò molto sexy, così la indossai ed entrai lentamente in camera, dove lui mi aspettava. La luce era soffusa, i colori scuri delle tappezzerie e le lenzuola di seta blu, creavano un’atmosfera molto intrigante. Lui era a letto, le gambe e il pube coperti del lenzuolo, il busto scoperto. Era bellissimo, i suoi occhi seguirono ogni mio movimento mentre mi avvicinavo al letto, mi disse di sdraiarmi accanto a lui. Raggiunto il mio lato del letto, mi girai dandogli le spalle, lentamente feci scivolare a terra la vestaglina di seta e inarcando la schiena gli mostrai sfacciata l’oggetto del suo desiderio, il mio sederino fremente… Mi sdraiai accanto tremante e percepii immediatamente il suo odore di maschio, mi avvicinai e iniziai ad accarezzargli lentamente il petto villoso, passai ai suoi bicipiti e ne testai la consistenza, duri come l’acciaio. Mi accoccolai vicino e iniziai a baciarli e a leccarli, sentivo l’odore forte delle sue ascelle e attratto da quell’aroma, mi feci strada con la lingua, come una cagna infoiata, per leccare il suo sudore mentre lui alzò il braccio per facilitarmi. Leccavo baciavo e annusavo, mi sentivo una cagna, una serva in adorazione del suo padrone. Quanto mi piaceva quest’uomo, sicuro di se, autoritario e porco. Ora ero nel suo letto ero la sua troia, ero pronta e ...
... felice di fare tutto quello che mi avesse chiesto. Non ho mai resistito all’attrazione degli odori maschi, da sempre. M’inebriano mi fanno perdere il controllo, e ora mi trovavo con la faccia affogata nella sua ascella, ero al massimo dell’eccitazione e mugolavo come una cagna in calore. Avevo voglia di lui avevo voglia che il suo cazzo mi riempisse. Mentre ancora leccavo il suo sudore mischiato alla mia saliva, con la mano scesi sul suo corpo, in un attimo afferrai quella fava d’acciaio che aveva fra le gambe e la strinsi forte per saggiarne la potenza. Meravigliosa sensazione aggrapparsi a quel tronco di carne che popola i sogni di tutte noi troie. Lui iniziò ad ansimare, stava godendo della mia lingua e della mia manina che gli avvolgeva il cazzo, muovendosi lentamente. Non resistevo più lo volevo, iniziai a scorrere la lingua umida dai suoi capezzoli induriti, giù lentamente, sentendolo fremere per i brividi di piacere che gli procuravo. Tenevo gli occhi chiusi per amplificare il senso del tatto e dell’olfatto, e fu questo ad avvertirmi che ero arrivato al centro del mondo…l’odore del cazzo m’invase le narici e m’inondò il cervello. Aprii gli occhi e mi trovai davanti alla sua cappella purpurea, grossa e tesa allo spasimo, il cazzo era di un colore più scuro della sua pelle, lungo e meravigliosamente largo, grosso, massiccio, nodoso, venoso, in una parola meraviglioso. Un cazzo da ammirare, un cazzo da venerare, lo scettro di un vero uomo, e noi frocie ne siamo affascinate… ...