1. Il libro


    Data: 13/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: FringuellinoCaldo, Fonte: Annunci69

    Paolo mi ha chiesto di andare a casa sua.
    
    Stamattina in facoltà, lui è due anni avanti a me, parlando nel cortile nel gruppo degli studenti è venuto fuori che possiede un libro che mi interessa, che contiene dei capitoli collegati ad un esame che dovrò sostenere appena cominceranno le sessioni, tra l’altro è costoso e io ho finito i soldi. Gli chiedo timidamente se mi faceva dare un’occhiata, magari estrarre qualche fotocopia.
    
    “Ma certo, ci mancherebbe, sai cosa facciamo, oggi pomeriggio vieni a casa mia e vediamo il da farsi”.
    
    Io so che vive solo, cioè, si fa per dire, una ragazza diversa ogni giorno. Non è bellissimo ma é ricco, i suoi hanno addirittura comprato un appartamento apposta per farlo studiare lì. Io non ho mai abbastanza denaro.
    
    Comunque una persona intelligente, interessante.
    
    Se devo essere sincero, mi piace, in tutti i sensi.
    
    Gli ho risposto che nel pomeriggio andava bene.
    
    Stringendo, in parole povere, adesso sono nudo, alla pecorina sul divano, col lungo cazzo di Paolo piantato nel culo. Mi sta sbattendo senza pietà, chiamandomi troia e rottainculo.
    
    Che bello, un classico.
    
    Mentre mi fotte usa il mio vero nome, lui ovviamente non sa che al paese, dove quando torno sono sempre la solita cagna, mi chiamano Polly. Per ora non glielo dico.
    
    È il mio primo anno, una timida matricola, ma già piuttosto puttana.
    
    Tra l’altro esco anche con qualche fighetta, non è difficile, sono un bel ragazzo, intelligente e preparato, abile ...
    ... linguista, gli piaccio anche se ce l’ho piccolo.
    
    Ma il Maschio…
    
    Ad esempio, qualche giorno fa, sono stato rimorchiato al bar vicino alla facoltà, per caso, pensare che Lui si era fermato per un caffè, non era mai stato lì prima.
    
    Tutto sommato un bell’uomo, tonico, senza pancia, sulla quarantina.
    
    Per errore ci siamo approcciati tutti e due alla stessa tazzina di caffè: “Mi scusi signore, credevo fosse per me” gli faccio io.
    
    “Non c’è problema” fa lui “prendilo pure, ma dammi del tu che mi fai sentire vecchio, mi chiamo Michele e te lo offro io”.
    
    Voce profonda ed affabile, sguardo micidiale, per me, da brava zoccola, colpo di fulmine.
    
    “Grazie Michele, io sono ... (vero nome)”. Sguardo ammiccante e speranzoso anche se ero guardingo (temevo che a questo le femminucce col pisellino, come me, non piacessero).
    
    Ci siamo stretti la mano, gliel’ho tenuta per qualche istante oltre il dovuto, guardandolo negli occhi.
    
    Lui l’ha stretta un po’ di più ed ha sorriso.
    
    “Oddio, ci siamo!” ho pensato io, con un fremito.
    
    “Quanti anni hai ...?” mi ha domandato.
    
    “Venti appena compiuti...”.
    
    “Cavolo, neppure li dimostri, una bambina, cioè, scusa, un bambino” ha fatto lui, sornione.
    
    Ho preso coraggio: “Bambina va bene” rispondo sbattendo le ciglia. Non c'è niente da fare Polly viene fuori, nonostante ... cerchi di tenerla nascosta.
    
    “Io ne ho quarantuno... bambina”.
    
    “Una bella età!”.
    
    Dieci minuti dopo gli stavo facendo un pompino sul suo suv, nel parcheggio ...
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