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Transinferno
Data: 11/07/2021, Categorie: Dominazione / BDSM Etero Autore: UnoSguardonelBuiodellaNotte, Fonte: RaccontiMilu
... mi costrinse a cucinare e poi, mentre loro cenavano, a spompianarle il cazzo moscio sotto al tavolo. Juanita non potevo neppure guardarla: era più giovane e femminile di Cassio e, se avessi mostrato di apprezzarla, Cassio mi avrebbe ucciso. Dopotutto ero felice. Cassio era solo attiva, completamente attiva, quindi non venivo quasi mai tranne quando, dopo lunghe inculate, non sborravo da solo grazie alla pressione del cazzo asinino di Cassio sulla mia prostata. Ma non mi lamentavo: avevo degli orgasmi anali assurdi. Godevo come un animale, come mai prima di conoscerla, e forse questo aveva contribuito a rendermi così succube di lei. Questa cosa, infatti, mi avrebbe portato dei problemi in futuro quando Cassio avrebbe iniziato ad allontanarsi da me. Ma allora era ancora presto e il nostro rapporto procedeva a gonfie vele: lei la padrona, io la troia sguattera pompinara. Tutto ciò che apparteneva alla mia vecchia vita: contatti, parenti, amici, era stato cancellato da mesi e poi da anni di relazione con Cassio. Dany non sapevo neppure più che fine avesse fatto. La immaginavo fidanzata con un altro, un vero uomo, magari pure incinta anche se pensavo fosse ancora presto. Ovviamente non avevo alcun lavoro a parte fare la casalinga per Cassio. Passavo le giornate a pulire, fare la spesa, la lavatrice, lucidare i pavimenti in ginocchio subendo il cazzo della mia fidanzata in ogni buco. Quindi, come detto, mi manteneva lei. Dovevo chiedere per ogni cosa: ricariche del telefono, ...
... cibo, vestiti. Per rompere la routine inventò qualche gioco bizzarro come quello del piscio, oppure farmi preparare piatti semplici da mangiare, come una pasta in bianco, e poi sborrarci sopra per farmela mangiare. La chiamava: Pasta alla Sborra. Questo avveniva anche con la sua amica Juanita e anche altre. Qualche volta mi fece mangiare con la pasta o la carne la sborra di qualche cliente fidato. O una volta mi fece trovare il mio piatto a tavola con 2 preservativi usati e pieni: uno della sua sborra, l’altro quella del cliente. ‘riconoscerei la tua sborra anche solo dall’odore.’ le rivelai in un impeto di amore e lussuria facendola contenta e lei mi scoccò un bacio con la lingua, bellissimo. L’unico posto dove potevo prendere altri cazzi che non fossero il suo, era a lavoro. Qualche volta, infatti, con clienti particolari, mi aveva permesso di partecipare e fare la pompinara a comando oppure farmi inculare per lei. Mi faceva un po’ schifo la sborra di altri uomini ma per Cassio avrei fatto di tutto. Lei lo sapeva bene e una volta, con un cliente di lungo corso e danaroso, mi costrinse a leccargli i piedi per salire fino alla palle, spompinarlo, farlo venire a terra con una sega, quindi leccare tutto dal pavimento mentre lei mi dava ordini come fossi la peggiore delle troie. Pagò 200 euro. Io ovviamente non vidi nulla di quei soldi. La maggior parte li mandava nel suo paese dove aveva famiglia e qui in Italia, a Roma, spendeva solo il minimo necessario per vivere. Mi chiamava ...