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Transinferno
Data: 11/07/2021, Categorie: Dominazione / BDSM Etero Autore: UnoSguardonelBuiodellaNotte, Fonte: RaccontiMilu
... Intuivo il guaio nel quale mi stavo cacciando eppure, forse obnubilato dal cazzo di Cassio, dalle botte o dalla troppa sborra ingurgitata, continuai quell’assurda pantomima. ‘questi sudamericani non hanno niente da perdere.’ cominciai col tono da cane bastonato che, ultimamente, mi riusciva così bene. ‘sono violenti, probabilmente è clandestina, ho visto che porta sempre un coltello con sé.’ aggiunsi ben sapendo di mentire. L’unica arma che Cassio utilizzava era il suo cazzo asinino. Daniela singhiozzò spaventata: la bocca aperta, una mano a coprire i denti perfetti nell’espressione più vera della paura. ‘non ti preoccupare.’ continuai. ‘appena trovo un posto migliore me ne vado e dimenticherò tutto.’ Lei si protese verso di me. Mi toccò la mano, poi mi attirò a se facendo si che la mia testa poggiasse sul suo petto. Vicino a noi c’erano altre macchine, altre auto piene di coppie innamorate, ma in quel momento niente esisteva per me al di fuori di lei. Eravamo soltanto io e Dany, la mia dolce Dany, la mia tettona, la mia verginella, la madre dei miei futuri figli. Nonostante le belle parole, però, c’era anche qualcun altro lì con noi, o meglio: qualcos’altro; e quel qualcos’altro era il grosso cazzo di Cassio che, nonostante l’amore che provavo per Dany, nonostante le botte e la paura, non riuscivo a togliermi dalla mente. Tra una coccola e l’altra promisi a Daniela che avrei lasciato la casa di Cassio quanto prima. Riuscii a convincerla a non dire nulla di quella ...
... storiaccia al nostro comune amico Fabrizio. In realtà non volevo che la voce si spargesse e, un po’ ingenuamente, credevo che la situazione si sarebbe risolta da sola. Quella sera ci coccolammo un po’ in macchina, io le accarezzai le tette, lei mi toccò più volte il cazzo attraverso la stoffa ma non successe alcunché d’altro. Rimasi un po’ stupito dalla cosa ma, lì per lì, pensai fosse il freddo, la situazione triste in cui mi ero ficcato, i mille problemi. Lei, dopo aver visto nessuna reazione sessuale, lasciò perdere e tornò soltanto a coccolarmi. In fondo, per Daniela, il sesso era qualcosa di lontano e sconosciuto. Forse non ne sentiva il bisogno, forse doveva ancora scoprirlo. Mentre ero lì fra le sue braccia, perso finalmente in un bel sogno dopo mesi d’incubo, mi chiesi come avrei potuto soddisfarla, fare dei figli, amarla se il cazzo di Cassio continuava a perseguitarmi. La serata finì presto. L’atmosfera non era delle migliori. Parlammo del più e del meno, accantonando l’argomento botte, finché non fummo sotto casa mia. Mia e di Cassio cioè. ‘vuoi che ti accompagni?’ chiese lei innocente. Io strabuzzai gli occhi alzando le mani. ‘no, no, non c’è bisogno, davvero.’ ‘non ho paura, non preoccuparti. Anzi, perché non fai una cosa?’ chiese sorridendo. ‘vattene stasera, vai in albergo.’ ‘no, no.’ scossi la testa. ‘non ho soldi Dany, lo sai.’ ‘te lo pago io!’ propose prendendo il suo portafoglio rosa. La bloccai scuotendo la testa. Non sapevo cosa inventarmi. ‘non ti ...