1. 1982: l’annuncio nei bagni


    Data: 09/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: birbantotto, Fonte: Annunci69

    Entrai nel bagno dell’autogrill una mattina di agosto del 1982 mentre stavo andando al lavoro.
    
    L’ennesimo annuncio gay scritto sul muro del pisciatoio mi colpì il cervello “0584 – 3215473 – CAZZO GROSSO PER CHECCHE”.
    
    Avevo solo 25 anni e durante il servizio militare avevo avvertito una forte attrazione verso gli uomini ma non mi ero mai deciso a mettermi alla prova.
    
    Mi venne in mente il maresciallo che dormiva in una stanza singola in fondo al corridoio della caserma.
    
    Peloso con la pancia prominente che lasciava aperta la porta della sua stanza la sera e girava nudo per andare nel bagni. La sua dotazione era notevole. Cazzo largo e grossi coglioni pendenti.
    
    Ma non era solo quella ad attrarmi. Mi piaceva il corpo maschile e l’idea di forza che emanava. Pensare di essere posseduto da un maschio mi eccitava. Avrei voluto fare come qualche mio commilitone che lo andava a trovare in camera ma non ebbi mai il coraggio. Al massimo origliavo alla sua porta e sentivo le grida sommesse di chi immagino subiva le sue cure.
    
    Ogni tanto compravo una rivista porno gay (doppio senso) e provavo attrazione verso i maschi pelosi e grossi, non certo verso uomini con lineamenti delicati, eppure mai avevo pensato di avvicinarmi ad un ragazzo o ad un uomo con intenzioni sessuali.
    
    Stavolta ero deciso a mettermi alla prova. Non mi sentivo checca, scopavo con piacere la mia fidanzata di allora e mi piacevano le donne ma memorizzai il numero che risaltava sulla parete e appena in ...
    ... macchina me lo appuntai sull’agenda.
    
    La testa era partita pensavo solo se chiamare. Mi vergognavo delle mie voglie. Pensavo a chi mi sarei trovato davanti. Mi raffreddavo pensando alle difficoltà su cosa avrei fatto e se mi avrebbe dato il tempo di decidere cosa fare e se avessi dovuto pagarlo, ma al tempo stesso mi bolliva il sangue se idealizzavo di toccare un uomo e finalmente prendere in mano un bel cazzo.
    
    Vi chiederete se ero vergine. Di maschi in carne e ossa si, ma il mio buchetto era stato già violato da ogni oggetto od ortaggio utile: manici di utensili, zucchine, carote, candele. Non i cetrioli che desideravo ma che erano troppo larghi e non riuscivo per il dolore.
    
    Almeno una volta la settimana li lubrificavo come potevo e me li infilavo nel culo. Sentii anche elettricità pura una volta che usai il manico in plastica morbida di una piccola ventosa e raggiunsi un punto difficile da trovare. (Oggi so che è la prostata che mi fa venire a fiume senza toccarmi!!))
    
    Decisi di chiamare e prima di rientrare a casa mi fermai per telefonare. Mi venne in mente che però ero maschio e non checca. Mi avrebbe voluto? Persi ogni speranza e ripartii ma l’idea di essere messo a pecorina, schiacciato da un maschio che mi fotteva mi fece accendere di nuovo e dopo pochi chilometri telefonai.
    
    Dalla voce che mi rispose, l’uomo era decisamente più grande di me. “Ciao – dissi – ho letto il tuo numero” “Ciao puttana – mi rispose – vuoi il mio cazzo?”
    
    Mi vergognavo ma risposi ...
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