1. Teo scopre il sesso


    Data: 21/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: corsaro200, Fonte: Annunci69

    ... non proprio stabile, la pietra si mosse e si sentì un rumore. Immediatamente i due si fermarono, tirarono su le brache e in un secondo il ragazzo se li trovò davanti, aveva ancora la mano nelle mutande.
    
    - Ah sei tu, guardone e sporcaccione.
    
    Guardone sì ma perché sporcaccione, si chiese Teo, stavano facendo la stessa cosa.
    
    A parlare era stato Giacomo che gli calò le brache, mettendogli a nudo il culo e il pisello stretto nella mano.
    
    Ora erano tutti e tre mezzi nudi e Teo teneva entrambe le mani sul cazzetto non per stringerlo ma per coprirlo, perché era tanto più piccolo degli altri due, che nel frattempo si erano anche ammosciati.
    
    - Bhe che fai, la statuina? Visto che sei qui, datti da fare. Ce li hai fatti ammosciare ora facceli indurire e facci una pippa.
    
    Alle parole di Giacomo Teo non si mossi perché non aveva capito cosa volesse, ma era già più che contento per il fatto che non lo avessero mandato via, voleva dire che lo stavano accettato. Visto però che non si muoveva Giacomo gli prese una mano, se la mise sul cazzo e disse.
    
    - Dai, datti da fare, lavoramelo bene, mi raccomando.
    
    Teo, che aveva ora capito cosa significasse fare una pippa, prese in mano il cazzo di Giacomo e stava cominciando a fare quello che gli aveva visto fare prima, quando sentì qualcuno protestare, era la voce di Giovanni che si faceva sentire per la prima volta.
    
    - E il mio?
    
    Hai due mani, usale tutte e due.
    
    Teo mai avrebbe immaginato di prendere in mano il cazzo di uno ...
    ... grande, figurarsi di due. I cazzi che aveva davanti non erano come quelli di suo padre e suo zio che, spiandoli dal buco della serratura, era riuscito a vedere quando andavano nel bagno. La differenza non stava nella grandezza, ma per i peli, suo padre e suo zio ne avevano tanti tutti arruffati intorno al pene. Anche Giovanni e Giacomo, un po’ di più, avevano i peli ma erano pochi e dritti, sicuramenti il primo pelo, lui invece non ne aveva neanche uno. E le palle, quelle che aveva visto ai suoi parenti, data l’età, erano flaccide e penzolanti tra le gambe. I due invece le avevano sode e compatte, attaccate, attaccate alla base del cazzo.
    
    Stava lì che se li guardava, li accarezzava, li avrebbe anche baciati se glielo avessero permesso. Ma senza esperienza e con manualità zero, Teo non sapeva come muoversi.
    
    Stavano tutti e tre in piedi come i cavalli con i due cazzuti di fronte a pochi centimetri. Teo teneva le mani avanti, aperte come i due piccoli piatti di una bilancia, e reggevano ognuna cazzo e palle. Quelli però volevano altro e, dandogli un nome non suo e una scrollata, lo sollecitarono a darsi una mossa.
    
    - Rosellina, Rosellina. Ti sei incantata? Datti da fare.
    
    Allora Teo si spostò, si mise in mezzo a loro, un passetto più avanti e, allungate un po’ le braccia, strinse tra le mani i due cazzi e cominciò a fare avanti e dietro. I due piselli reagirono subito ingrossandosi e i pollici, che a cazzi mosci toccavano le altre dita, si distanziarono, non toccavano ...