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Teo scopre il sesso
Data: 21/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: corsaro200, Fonte: Annunci69
Teo scopre il sesso Teodoro era un ragazzo carino, biondo e cicciottello, un po’ timido, era attratto da quelli più grandi di lui e i suoi occhioni azzurri avevano un non so che di malizioso. Giacomo e Giovanni abitavano vicino casa sua, avevano all’incirca quattro anni più di lui e per questo gli andava sempre dietro. Loro però, dandosi aria da adulti, lo cacciavano. Avevano un loro posto segreto dove andavano a fare cose da “grandi”, sicuri che nessuno li avrebbe trovati. Teo, diminutivo di Teodoro, seguendoli e facendo il possibile per non essere visto, aveva scoperto quel posto. I due vi andavano spesso per fumare. Si passavano la sigaretta e facevano la faccia da fumatori incalliti. Una volta mentre stavano fumando qualcuno li chiamò e loro immediatamente gettarono a terra la sigaretta e uscirono dal nascondiglio facendo un’altra strada per evitare di essere visti. Meno male perché se fossero usciti dal solito posto avrebbero scoperto Teo che era lì a spiarli. Appena uscirono dal nascondiglio vi entrò lui, vide per terra il mozzicone di sigaretta ancora acceso, lo portò alla bocca e fece un tiro. Immediatamente iniziò a tossire in modo violento, gli sembrava di soffocare e gli vennero le lacrime agli occhi. Anche quel giorno li seguì, i due amici camminavano affiancati con un braccio sulla spalla, si davano dei colpi col sedere e ridevano. Non poteva sentire cosa si dicessero ma li vide staccarsi, abbassarsi la lampo dei calzoni, mettere fuori l’uccello e ...
... iniziare a pisciare. Non era la prima volta che li vedeva pisciare ma svuotata la vescica, dopo le solite scrollate, anziché rimettere il piffero nelle mutande iniziarono a menarselo e, continuando a ridere, se lo mostravano l’uno all’altro. Poi Giacomo afferrata la mano libera di Giovanni cercò di portarla sul cazzo e si sentì che diceva. - Dai, lo so che ti piace farla pure a me. - E perché Giacomo non me la fai tu. Durante questa manfrina continuarono a segarsi, i cazzi erano cresciuti e di parecchio. Teo era rimasto impressionato, erano diventati più del doppio. Nel vederli sbattersi il cazzo, con i culi nudi, le brache calate alle caviglie e le magliette arrotolate perché non fossero di intralcio, anche a lui era venuto il pisello dritto. Era la prima volta che vedeva fare quelle cose, allora si ficcò una mano nelle mutande e iniziò a toccarsi. Quelli intanto avevano smesso di darsi fastidio e con la voce impastata, continuando a menarsi il piffero e, pensando a una ragazza di loro conoscenza, dicevano. - Ah Rosa, quanto sei bona. - Te lo metto nella fregna. - Rosa fammi una pippa. - Rosa fammi una pompa. Teo sapeva cosa fosse la fregna, lo dicono tutti “la fregna di tua madre” ma ignorava il significato di pippa e pompa. Facevano anche certi versi con la bocca, “ah ah ah” quasi dei lamenti. Per poter vedere meglio dal suo nascondiglio il guardone era salito su una pietra un po’ ballerina e, con una mano impegnata a masturbarsi e in un equilibrio ...