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Mio cugino alessandro
Data: 02/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: aramis2, Fonte: Annunci69
... davvero, ti amo veramente e non sopporto di non stare con te. Mia madre mi ha detto che vivi a soli dieci minuti da me. Allora incontriamoci al Parco centrale.” Non sapevo cosa dire. Era come se avessi avuto la più grande fortuna. Concordammo di incontrarci il giorno dopo alle tre. Ero troppo eccitato ed era dir poco, era stata la miglior conversazione della mia vita. Per il resto della notte fui eccitato in attesa del giorno più bello della mia vita. Il giorno successivo alle tre corsi fino al parco. Ero così eccitato. Indossavo jeans attillati e una maglietta attillata per mettermi in mostra. Dovevo incontrarlo al parcheggio in riva al lago. Ci arrivai in dieci minuti e lo vidi dall’altra parte del parcheggio vuoto. Saltai tra le sue braccia e gli diedi un lungo bacio appassionato. “Mi sei mancato!” Esclamò. Con lacrime di gioia negli occhi dissi: “Anche tu mi sei mancato. Ti amo così tanto.” Non so perché mi sentissi così felice o perché lo amassi tanto, ma quelli erano i sentimenti. Ci dirigemmo verso un piccolo tavolo da picnic e ci sedemmo. Non esitai ad iniziare a baciarlo e toccare la sua incredibile parte superiore del corpo. Cominciò a toccare la parte superiore della mia coscia e lo adorai. Gli massaggiai il petto e misi le mani sulla sua maglietta attillata per sentire la sua incredibile pelle. I suoi capezzoli sodi mi aspettavano. Ci allontanammo e ci guardammo. “Alessandro, voglio che tu… um…” Dissi diventando ...
... un po’ nervoso. “Luca, sì, ti scoperò!” Disse con eccitazione nella voce. Quindi iniziammo e ci spogliammo. Mi sentivo un po’ a disagio visto che in qualsiasi momento qualcuno poteva coglierci in flagrante, ma Alessandro aveva distratto la mia mente inginocchiandosi ed iniziando a succhiarmi l’uccello. Mi piaceva la sensazione della sua bocca calda e umida avvolta intorno al mio pene e il suo tocco sulla mia cappella gonfia. Non potei fare a meno di lamentarmi gridando il suo nome, ancora e ancora. Alla fine si è fermò e sapevo che era pronto a penetrarmi. “Sdraiati con la schiena sul tavolo e alza le gambe.” Disse in tono autoritario. Quindi si avvicinò al punto in cui i suoi pantaloni erano appoggiati a terra e tirò fuori un flacone di lubrificante. Mi chiesi se avrebbe usato il preservativo, ma tornò indietro senza condom. “Rilassati Luca, non ti farei mai del male.” Disse in tono confortante. Così chiusi gli occhi. Lasciai che lubrificasse il mio buco e poi dieci secondi dopo sentii il suo cazzo premerci contro. “Non dovresti prima farmi un ditalino al buco per allentarlo?” Dissi spaventato. “Il mio cazzo non è così grosso, Luca. Non preoccuparti. Sarà doloroso, ma non per molto.” E con questo lo sentii iniziare a spingere la testa del cazzo dentro di me, ed aveva ragione riguardo al dolore. Urlai: “Oh Dio, fa male!” Ma questo non lo fermò e continuò a premere. Ormai mi sentivo come se stessi per piangere e ...