1. Sesso a pagamento - cap 1


    Data: 25/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: gayms79, Fonte: Annunci69

    ... fregatura, penso, mi dirà che ha dei problemi di salute. Continua con “ti dico che io sono “massaggiatore” e lo faccio di professione. Se ti va bene per un servizio a pagamento ok, altrimenti lasciamo stare.” Rimango di stucco, un attimo perplesso. Poi l'ormone torna a prevalere sulle mie capacità intellettive “Ok va bene” rispondo “quando e dove?” E lui “ti do il mio numero di telefono così mi scrivi e ti mando la posizione di casa mia, ok? E continuiamo a scriverci su whatsapp, va bene?” e di tutta risposta io “Certamente!”
    
    Continuiamo su whatsapp e scriverci, mi manda messaggi piccanti, il ragazzo è bravo sa come catturare la mia attenzione, mi manda nuove foto, forse per indurmi a non desistere o avere ripensamenti. Mi chiede se verso le 22.30 di quella sera ero libero. “Perfetto, così ho il tempo di rilassarmi un po' e di cenare con calma. Vedo che da casa mia non sei lontano, 10 minuti di macchina. Ho il navigatore e non dovrei avere problemi. Comunque ti scrivo quando parto e se ho problemi ti chiamo, ok?” E lui sempre molto gentile e ammaliante “certamente, a dopo. ;*”
    
    La cena fu leggera, tanto era estate e faceva caldo, e non avevo molta fame la sera. La doccia invece fu molto accurata, anche nei pertugi più nascosti. Non volevo fare un brutta figura!
    
    Partii verso le 22, per essere sicuro di arrivare puntuale. A quell'ora la strada era libera, il navigatore fece il suo dovere e mi portò a destinazione rapidamente. Prima del previsto, dato che ero li già ...
    ... dopo 10 minuti. Ero indeciso se scrivergli che ero già sotto casa sua oppure attendere. Prevalse la voglia di sesso e gli mandai un messaggio “Sono appena arrivato. Troppo in anticipo? Se hai bisogno di qualche minuto, aspetto volentieri in auto”. La risposta non tardò a arrivare “Vieni pure, sono già pronto”.
    
    Salii le scale a balzi di 2 gradini; mi soffermai un attimo per rifiatare. Mi accorsi che la porta era socchiusa. Dentro la casa era illuminata da una scia di flebile luce proveniente da candele profumate, per tutto il corridoio alla fine del quale c'era una stanza con la porta semi aperta dalla quale arrivò una voce “Sono qua, entra chiudi la porta e raggiungimi”. Eseguii i semplici ordini ed entrai in stanza, dove Devid mi salutò con un abbraccio virile ma dolce. “Hai bisogno di qualcosa? Ti posso offrire da bere?” “Un po' d'acqua è sufficiente, grazie”. Avevo la bocca impastata. Devid era vestito leggerissimo. Portava una canotta di rete nera e un asciugamano legato in vita che mal nascondeva la sua proboscide. “Ok, mettiti comodo, ti vado a prendere l'acqua. Tu fumi? Se ti va accendine una” vidi il pacchetto di Marlboro oro sul comò. “Grazie! Sei veramente molto gentile.” Tornò con un bicchiere d'acqua per me e 2 calici e una bottiglia di vino. Iniziammo a chiacchierare del più e del meno e la tensione si distese. Ci sapeva fare il ragazzo, era veramente un ottimo ospite. Aveva quel giusto atteggiamento di chi ti mette sempre a proprio agio ma sempre con un po di ...
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