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L'assemblea
Data: 22/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Mestesso2018, Fonte: Annunci69
La sveglia era suonata da poco e aveva interrotto uno di quei sogni che mi piacciono molto. Ero con un ragazzo bellissimo, nel suo appartamento e gli stavo succhiando il pisello. Le mie mani correvano su suo torace ben scolpito, disteso su un letto candido. agguantavo il suo attrezzo del piacere con entrambe le mani e dalla mia posizione alzavo gli occhi e riuscivo a vedere i suoi pettorali ben in rilievo con una leggera peluria che rendeva tutto molto più eccitante. I suoi mugolii di piacere arrivavano alle mie orecchie amplificando il mio godimento e mischiandosi al suono della sveglia. Apro gli occhi e stacco la sveglia. Mia moglie sdraiata al mio fianco si gira e mi ricorda di sbrigarmi perché avrei fatto tardi e la sveglia suonava già da un po. Mi alzo con un erezione evidente e mi dirigo in bagno per una doccia veloce. L'acqua scorre sul mio corpo ancora pieno di vibrazioni e voglie. Vorrei toccarmi per liberare il piacere ma non ho tempo. Rientro in camera da letto mentre mia moglie già in piedi sorridendo mi chiede cosa sognassi prima avendo sentito qualcosa. Rimango sul vago evitando il ricordo e sostituendo quello che non potrebbe mai accettare. Una colazione veloce, un bacio e sono in auto che corro verso la sede del CNR dove in una calda giornata di fine maggio avrei avuto un assemblea di lavoro. Arrivo in ritardo e tutti sono già seduti. Cerco di scorgere qualche conoscente tra la folla del grande salone che ospita l'evento ma nulla. Magari un ...
... posto vicino a qualcuno che conosco. Niente da fare.Gli unici posti liberi sono in fondo alla sala vicino alla porta principale. Posti scomodi e con una visuale tagliata dalla galleria.Mi guardo intorno e ne scelgo uno laterale non molto lontano da dove sono ora. Chiedo al vicino se libero e mi siedo. Dopo alcuni minuti il mio vicino, un ragazzo sui 30 anni molto virile, si alza e mi chiede di farlo passare. Noto subito le sue cosce grosse e molto ben evidenziate dai jeans che le fasciano. Lui mi rifà la domanda ed io mi accorgo di essermi soffermato troppo nei miei pensieri. Sposto le mie ginocchia di lato e lo lascio passare senza alzarmi. Il mio occhio cade sul suo pacco che mi passa proprio ad altezza viso. Penso di esagerare e dico a me stesso di trattenermi. Distolgo lo sguardo ed una volta passato mi rimetto a posto. Il dialogo degli oratori sul palco va avanti sempre più noioso e mi viene voglia di un caffè. Ho intravisto delle macchinette nel corridoio mentre correvo per entrare.ci penso bene e mi viene in mente che sono appena dopo l'ingresso. vorrei alzarmi per andare ma noto che il mio vicino sta tornando a sedersi allora evito. Lui passa guardandomi sorridente e chiedendomi scusa ma con un modo di fare quasi scocciato. Quasi come non fosse tenuto ma per un pro-forma obbligato dal contesto formale. Io per gentilezza rispondo con le mie scuse e lui, con un sorriso ironico, mi risponde "scuse accettate". Si siede e mi chiede se il discorso dell'oratore era ...