1. Voglia di cazzo in crociera


    Data: 29/07/2020, Categorie: Tradimenti Autore: rispettoso8, Fonte: Annunci69

    ... Passarono 5 minuti e di fronte, a 10 metri di distanza, mi ritrovai lo sguardo di Sergio. Ci fissammo intensamente e forse quello fu il momento in cui decisi che volevo il suo cazzo.
    
    Dissi a Lorenzo che volevo andare in cabina perchè non mi sentivo tanto bene. Mi chiese cosa avessi e gli risposi che possibilmente qualcosa che avevo mangiato mi aveva fatto male. Dopo un'oretta che eravamo a letto mi alzai.
    
    Chiese, e dissi che prendevo la biochetasi.
    
    La porto sempre appresso ma in realtà non ne avevo bisogno.
    
    Si svegliò presto e mi chiamò. Gli dissi che non me la sentivo di andare. Voleva restare pure lui ma gli dissi che non era il caso. Andò via. Mi alzai. Spiai dal balconcino che gli escursionisti salissero sui pullman e andai a fare la doccia.
    
    Mi sistemai nelle parti intime e mi guardai attentamente allo secchio. Niente male:ero fiera dei miei seni, avevo un bel culo e un bel paio di cosce. Quindi indossai la gonna in jeans e la maglietta nera senza reggiseno.
    
    Erano le 9 quando arrivai in terrazza al self service per la colazione. Feci un giretto, presi un cornetto, un toast, burro miele, una spremuta d'arancia e presi posto in un tavolo qualsiasi. Poche persone, la maggior parte erano in escursione. Arrivò. Lo vidi da lontano e il cuore mi batteva. Mi chiesi: e se lo vuole fare?
    
    Mi salutò e sedette al mio tavolo. Salutai e senza che me l'avesse chiesto, come una scema, gli dissi che non ero andata in escursione con mio marito perchè avevo passato una ...
    ... brutta nottata.
    
    Sorrise come per dire che lo stavo prendendo per uno stupido. Bevvi l'aranciata e dissi che dovevo prendere il caffè al bar. Naturalmente mi accompagnò e lo fece addebitare sulla sua carta.
    
    Dissi che dovevo fumare e scendemmo al ponte inferiore a poppa, all'aperto. Eravamo soli. Mi disse che avevo fatto bene a non andare in escursione e che mi aveva pensato tutta la notte.
    
    "Perchè che vorresti fare? Sei sicuro che io voglio fare quello che vuoi fare tu?" Non disse niente e guardandomi prese ad accarezzarmi la guancia. Girai il viso e la sua mano venne appresso. Anzi mi accarezzava la nuca e l'orecchio.
    
    Non so cosa lesse nei miei occhi, forse quello che c'era veramente scritto. Ero tutta appoggiata, scostò la mia testa in avanti, lui si avvicinò e appoggiò le sue labbra mie, ce le gustammo a vicenda e quando sentii la sua lingua le dischiusi. Entrò nella mia bocca e la succhiai dolcemente. "No, basta, per favore, ci può vedere qualcuno"
    
    "Andiamo nella mia cabina" "No" "Si" disse infine portandomi la mano su quell'arnese che avevo tastato.
    
    Che ci posso fare? Mi venne il fiatone e dopo 5 minuti entrammo nella sua cabina. Porca miseria! Eravamo affamati di sesso come se non l'avessimo fatto entrambi da chissà quanto tempo.
    
    Non appena richiuse la porta ci trovammo avvinghiati. Le mie braccia attorno al suo collo e le sue mani a palparmi su tutto il corpo e mentre ci slinguavamo, pure oscenamente, mi palpò forte il culo, poi alzò la gonna e le ...