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Racconto 6 – Che vacanza e poi il resto
Data: 20/02/2020, Categorie: Racconti 69, Racconti Erotici, Etero Autore: 1945, Fonte: RaccontiMilu
... intendere cosa si dicessero. Fingevo di ascoltare i miei amici e li tenevo sotto osservazione. Potevo vedere le espressioni del loro volti. Parlavano fitto ed era soprattutto Fabio che parlava. Mia moglie ascoltava ed ogni tanto scuoteva la testa come ad obiettare Notai che ogni tanto volgevano lo sguardo a me come per vedere se li stessi osservando, ma non potevano ben vedermi.. Fabio le chiedeva con insistenza qualcosa. Lei negava con il movimento della testa, poi colsi il labiale, disse: non è possibile Poi si volse ancora a guardare me e poi guardo lui. Era come se dovesse rispondere a a qualcosa che gli aveva chiesto Lui diceva :dai, si ,dai Sandra guardo ancora verso me che indifferente fingevo di chiacchierare con gli amici Guardo lui ed assentì con un gesto del capo. Si alzò e venne verso me. Mi piacerebbe fare un salto in spiaggia, vieni anche tu? Compresi. Dissi che non avevo voglia e che qualcuno comunque doveva dar un occhio ai bimbi anche se stavano dormendo. Comunque poteva andare tranquilla ci pensavo io. Era un posto sicuro e comunque ad un tiro di voce se per assurdo avesse avuto bisogno di qualcosa Disse allora vado; faccio un giro e torno. Usci dal giardino sparendo alla mia vista, se mi fossi alzato l’avrei forse vista scendere sino alla spiaggia, ma non lo feci. Attesi e poi dissi agli altri: faccio un giretto intorno e rischiai. Andai direttamente al posto occupato durante il giorno. Era quello il posto ideale per appartarsi. Vicino casa, a portata di ...
... voce e telefonino. Passarono solo alcuni minuti e sentii dei passi approssimarsi. Erano Fabio e Sandra. Siamo pazzi, rischiamo di farci vedere. Come fanno a vederci ? E’ buio e sono tutti li a bere ed a chiacchierare. Poi per cercarci userebbero i cellulari e comunque sentiremmo le loro voci E mia moglie : è vero, ma sono una pazza a farmi convincere da te e lo diceva però con un tono divertito e non serio come sarebbe stato il caso. Ma dai ,domani parti ed è l’ultima volta che possiamo stare un pò insieme prima di Milano. Arrivarono a due metri da me nel collaudato posto. La radura era parzialmente ‘rischiarata’ dalla luce della luna e mi erano talmente vicini da vedere il colore dei loro occhi. Dai facciamo in fretta disse lei. E con movenza da consumata puttana si appoggiò con la mano al solito albero piegandosi per bene a novanta gradi e con l’altro mano sollevò il vestito Avevo ragione non indossava l’intimo ed il bianco del sedere risplendeva. Aveva fatto quei movimenti di piegamento del corpo e sollevamento del vestito con una semplicità ed eleganza da sorprendermi. Fabio non si prese nemmeno la briga di calarsi i pantaloni. Apri la cerniera, abbassò un po’ gli slip facendo uscire il semi rigido pene e si mise al fianco del viso di mia moglie. Glielo offri: succhialo un pò che facciamo in fretta Mia moglie senza cambiare posizione aiutandosi con la mano libera lo prese in bocca e pur in equilibrio precario seppe dargli le giuste succhiate per farlo diventare in breve ...