1. Saga familiare 9


    Data: 12/07/2019, Categorie: Anale Sesso di Gruppo Lesbo Autore: iincest, Fonte: xHamster

    La vita in casa non era più la stessa, soprattutto per me: dopo la foia delle grandi scopate con suocero e figlio, mi trovavo di colpo sola e a secco totale: il nonno era ormai perso dietro la sua bielorussa e risultava poco più che un ospite casuale, anche se continuava a presidiare la sua camera al pianterreno; mio marito era sempre più perso dietro le sue avventure industriali, che andava ampliando all’estero, ed era assente sei giorni su sette; peggio ancora, aveva preso l’abitudine di coinvolgere Davide, nostro figlio, per via della dimestichezza che aveva con le lingue straniere.
    
    Conclusione, erano insieme a casa poche volte, quasi sempre indaffarati a sbrigar carte – molte delle quali mi interessavano direttamente anche se non ci capivo niente – e spesso accompagnati da personaggi più o meno misteriosi.
    
    Uno in particolare mi aveva colpito, Martino, un bell’uomo poco sopra i quaranta, che Antonio aveva conosciuto per intervento di Davide: faceva il buttafuori in una balera e stava organizzando con loro un servizio di sorveglianza di nuovo modello.
    
    Ero incuriosita soprattutto dall’idea di un “buttafuori di balera” e con qualche reticenza mi spiegarono che il “Diamantino” era un posto frequentato soprattutto da persona dagli “anta” in su, che per lo più si incontravano per ballare il liscio, per conoscersi e, quasi sempre, per scopate veloci dove più facilmente capitasse.
    
    La cosa non mi incuriosì più di tanto, sul momento; ma mi colpì l’insegna, una sera che ...
    ... ero più annoiata del solito, sola in casa, e avevo deciso di fare un giro in macchina: decisi di parcheggiare per dare un’occhiata.
    
    Martino mi riconobbe subito e fu alquanto meravigliato dell’incontro: “passavo di qua ed ho voluto curiosare: a casa mi annoiavo, da sola da tanti giorni”.
    
    Non fece commenti, mi consegnò un tesserino e fece un qualche cenno ad un altro.
    
    L’ambiente era piuttosto triste, a guardarlo con severità: un enorme bancone con luci strane, una pista dove una massa di scalmanati si dimenava a ritmi antichi, tanti divani e, intorno alle pareti, qualche angolino in ombra più compiacente. Mi diressi al bar; e immediatamente un tipo piuttosto appariscente, - dall’aria molto macha ma con evidente parrucchino e pancetta mal contenuta – si accostò proponendomi di bere; quasi immediatamente un giovane prestante lo pregò di cambiare aria: non esitò un attimo a sparire.
    
    Capii subito che Martino mi aveva circondato di un sistema protettivo, ma mi s**ttò una sorta di rabbia e, di colpo, cominciai a desiderare di trasgredire.
    
    Sui divani alle pareti, una volta che mi fui abituata alla luce, distinsi coppie che si scambiavano effusioni: entro limiti di decenza, naturalmente, ma comunque dimostrando un grande entusiasmo e tanta carica sessuale; mi chiesi se Adv
    
    scopavano sul posto, ma poi ricordai che avevano accennato a posti dove “più facilmente capitasse”; pensai subito ai bagni e alle macchine nel parcheggio.
    
    Il tizio che si avvicinò aveva un’aria ...
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