1. Impicci e lacrime


    Data: 28/03/2019, Categorie: Etero Autore: Idraulico1999, Fonte: RaccontiMilu

    Mi sembrava quasi commovente e manifestamente toccante osservare due amici di sempre consolarsi rallegrandosi e sostenendosi infine a vicenda. Poche battute, per capire che le cose non stavano andando bene per lei, persona alquanto fiduciosa e confidente nel mondo, però con infinite incognite e numerose rogne esattamente come lui. Le uniche parole di lui all’epoca furono:
    
    ‘Dovevo di certo aspettarmelo, ci avevo scommesso’.
    
    Le lacrime di lei, viceversa, continuavano a scendere impassibili e distaccate, accompagnate dal suo discordante e sintetico ragionamento, riepilogato con delle frasi tristi e senza senso:
    
    ‘No, non ho voglia d’essere presa in giro così ogni volta. Adesso basta, perché tanto vedo che non vale la pena di sprecarsi via sciupandosi per qualcuno’.
    
    ‘Hai sbagliato solamente una cosa’.
    
    ‘E’ vero, non lo contesto, lo ammetto tranquillamente, di cose ne ho sbagliate tante, eppure non &egrave questo il nocciolo’.
    
    ‘Adesso però come stai?’.
    
    ‘Non so, sono un po’ confusa, imprecisa e lacunosa, direi incoerente e offuscata’. Le uniche cose da fare erano un bacio e un abbraccio.
    
    ‘Con tutta la massima franchezza ti rivelo che &egrave un vero piacere trovarsi assieme te, sento che c’&egrave la massima complicità, avverto che quest’aspetto mi piace molto, perché mi fa perdere il lume della ragione essere in compagnia d’una donna connivente’.
    
    In quel momento l’unica cosa che fecero fu di stringersi le mani, le loro menti non erano giammai state così ...
    ... vicine. Lui precisò tutto d’un fiato:
    
    ‘Credi ai segni?’.
    
    Un altro bacio su d’un dito questa volta. Lei forse sfrontata, ma indubbiamente sincera arrossendo in volto prontamente gli manifestò:
    
    ‘Potresti succhiarlo, io adoro farmi leccare le dita’.
    
    Giampietro ubbidì attenendosi senza staccare gli occhi dal suo sguardo:
    
    ‘Facciamo un gioco: io metto a disposizione la mia bocca, lascio il resto alla tua globale fantasia e alla tua famelica voglia’.
    
    Non erano mai andati così oltre. Iniziò succhiando una guancia, prosegui succhiando il labbro inferiore buono e morbido. La lingua stretta fra le labbra di lui, forse era ancora presto, Alice chiese di scendere sul collo e le parole di Giampietro in quell’istante furono:
    
    ‘Il tuo collo &egrave libidinoso, mi fa uscire di senno, perché mi contagia, m’intriga trasmettendomi molte sensazioni, poi ce l’hai così erotico’.
    
    ‘Voglio sentire il tuo peso sul corpo mentre lo fai: succhia la punta della spalla’.
    
    Lei lo guidava sul suo corpo con esuberanza finché non ebbe il coraggio chiedendogli d’essere leccata fra i seni. Giampietro mise il seno in mezzo, senza toccare ancora i capezzoli, così come voleva Alice, anche se moriva dalla voglia di farlo. Alice chiese d’essere baciata di nuovo, in quanto ambedue iniziavano a essere consci della propria eccitazione. Giampietro le piombò di nuovo, le alzò la gonna abbassandole leggermente le mutandine. Loro due si conoscevano da anni, malgrado ciò lui non l’aveva mai scrutata ...
«123»