1. A teatro -storia vera


    Data: 23/02/2019, Categorie: Etero Autore: batman100, Fonte: Annunci69

    ... immaginavo fasciate dalle autoreggenti sotto il vestito lungo.
    
    Feci scivolare la mia mano sulla sua gamba per cercare il suo contatto.
    
    Lei appoggiò la sua sulla mia e rimanemmo così per un po'.
    
    Il buio era pressocchè totale visto che lo spettacolo non prevedeva grandi giochi di luci.
    
    Cercai lo spacco della gonna e percepii il contatto con la seta delle calze.
    
    Inizia a risalire lentamente, con indifferenza lungo la sua coscia fino ad arrivare al ricamo.
    
    Lei mi fermò la mano sussurrandomi " Che fai? potrebbero vederci!" .
    
    Le feci notare che era impossibile che qualcuno ci vedesse e lentamente continuai a risalire.
    
    Beh, inutile dire che il contatto con la pelle alla fine delle calze mi dette una scossa non indifferente.
    
    Sentivo il mio uccello duro premere sotto i pantaloni, ma anche a lei non rimase insensibile.
    
    Sentii la sua mano che si appoggiò alla mia, ma non per fermarmi. Era uno stimolo ad andare avanti.
    
    Cavolo! non me lo sarei mai aspettato dalla mia pudica signora.
    
    La invitai ad appoggiare la testa sulla mia spalla e così fece. Intanto con le dita avevo già raggiunto il tessuto delle mutandine, percepivo forte il calore del suo sesso eccitato.
    
    La sua mano ora era sulla patta dei miei pantaloni e saggiava la consistenza della mia erezione.
    
    Eravamo partiti! Lo spettacolo andava avanti ma non mi chiedete la trama, non so neanche di cosa parlava! La mia attenzione era rivolta solo alla percezione tattile delle mie dita su di lei ...
    ... ed a quello che lei stava facendo a me.
    
    Con la mano libera presi la giacca e me la portai sulle gambe. In questo modo lei si sentì tranquilla di sganciare i pantaloni e tirare fuori la mia mazza che non ne poteva più di stare chiusa.
    
    Le sue dita impugnarono il mio bastone e dovetti trattenermi dal non gridare il mio piacere.
    
    Intanto anche io avevo raggiunto la sua fessura insinuandomi sotto le mutandine. Le mie dita si erano inzuppate immediatamente dei suoi umori. Con il polpastrello le stuzzicavo il clitoride gonfio e alternativamente mi insinuavo fra le labbra morbide della sua fica.
    
    Era una situazione estremamente eccitante. Praticamente eravamo su un balcone in mezzo a tanta gente e ci stavamo dando piacere reciproco con le mani.
    
    Continuai a masturbarla fino a che non la sentii irrigidirsi e tapparsi la bocca con la sua mano libera.
    
    Ebbe un orgasmo estremamente lungo, forse dovuto al fatto che doveva centellinare il piacere per non dare nell'occhio. Mentre godeva sentii che stringeva il mio uccello ancora più forte quasi a farmi male.
    
    Lasciai che le pulsioni finissero con ancora il mio dito dentro di lei.
    
    Mi guardò e mi infilò la lingua in bocca con una voluttà superiore al solito. Mentre mi baciava, tirai fuori il dito dal suo sesso e da sotto la gonna e lo portai alle sue labbra. Lo leccò succhiando i suoi umori mentre continuavo a baciarla
    
    Poi, sapendo che avrebbe fatto un macello a continuare a segarmi, a causa dello sperma che si sarebbe ...