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Nefalia e il suo mondo
Data: 19/01/2024, Categorie: Hardcore, Autore: Andy88xy, Fonte: xHamster
... purtroppo", sospirò Kaoru. "Abbiamo solo un indizio. La pietra che rappresenta l'Imperatore è l'ametista" "L'ametista?" "Occhi o capelli, ad esempio. Una parte del corpo dell'Imperatore ha quel colore. Lui si crede invulnerabile, adesso. Praticamente in una botte di ferro. Non è il tipo che si nasconde. Tuttavia un colore così evidente salta subito all'occhio perciò, se è furbo come sembra, tenterà di occultarlo" "Dovrò fare attenzione", sussurrò Chris fra sé. "Molta", confermò Kita. "Non abbassare mai la guardia" "Contaci!" La donna marina sorrise, e i suoi occhi color del mare nella nebbia fissarono il cielo al tramonto. Una luce ambrata aveva avvolto il paesaggio, gettando ombre lunghe sui dintorni. "Pensiamo noi a rimettere tutto a posto qui", assicurò Kita. "Si è fatto tardi. Per te è tempo di tornare a casa" Chris annuì e sfiorò con due dita la piccola ambra del suo bracciale. "Tornerò presto", promise. Improvvisamente, fu tutto luce bianca. Quando riaprì gli occhi, Leofenia era sparita. Si ritrovò sdraiata sul tappeto in camera sua, a fissare rosa pallido del soffitto. Sarai mio a tutti i costi Disteso. Dormi placido, nella luce azzurrina che, dalle fessure della tapparella, filtra in questa alcova, nella tua camera, inondandola dolcemente. Che splendida questa atmosfera… così tremendamente irreale, così densa di sogno, eppure così tremendamente palpitante. L’aria è immobile, solo a tratti pare respirare, contrarsi e dilatarsi, ...
... per soffiare con delicatezza l’odore rosso bruno di sesso, passione… della tua pelle bagnata di me. L’aria qui dentro è viva, respira nel sonno di questa calma notte, proprio come te… distesa a riposare dopo ore di passione, foga… dopo ore di te, di me, di nient’altro. Dalla mensola, proprio davanti al letto, indelicati, ci spiano gli occhi vitrei, immobili di quella tua dannata vecchia bambola. L’hai chiamata Emilie, proprio così, senza la Y. Dicevi che quel nome, alla francese, era quello più indicato. Da piccolo l’amavi quella bambola: adoravi quel pezzo di stoffa, eri folle per quel viso di gomma plasticata, per quegli occhi di vetro, quei capelli di nylon lavorato. Non ti ho mai chiesto da dove fosse arrivata, chi te l’avesse donata… ma di una cosa sono assolutamente sicura: muoio dalla gelosia per quella cosa di stoffa, gomma ed ovatta. La odio. La ucciderei. Di lei non mi hai mai parlato, me ne accorgo solo adesso, ma so, lo sento, che in una parte nascosta, forse sopita, del tuo cuore e della tua anima, a quella cosaccia di stoffa sei ancora tremendamente legato. La odio… basta questo per odiare? Si, certo… basta eccome! Non potrei mai digerire di doverti dividere con qualcuno. O qualcosa! E’ un flash, uno solo… breve ma intenso, descrittivo, penetrante. Hai più o meno sei anni. Sei seduto docile sul pavimento della tua cameretta, proprio qui per terra, accanto al letto, dalla parte dove ora sono distesa io, di fianco, mentre ti guardo dormire profondamente. Mi giro ...