1. Sesso nella cabina della spiaggia


    Data: 10/01/2024, Categorie: Masturbazione Tabù Autore: dr_jackock, Fonte: xHamster

    In spiaggia, quando sei in compagnia di una dozzina di amici, ci si diverte tantissimo, tra una partita di beach volley, una nuotata nel mare cristallino e... del vero sesso! Essere circondato da ragazze bellissime, oltretutto alle prese con la "sindrome della zoccola estiva", ma senza riuscire a combinare nulla, è davvero frustante.
    
    Tuttavia ero riuscito a instaurare un bel rapporto con una di loro: 1,70 m, fisico “snello” ma con belle forme (gambe magre, poca pancia ma tonica, terza di seno), capelli castano scuro e occhi verdi; insomma, una tipica bellezza di origini meridionali anche se nata nel nord. Inutile dire che interagire con lei mi eccitava, perché alla fine, il pensiero era uno solo, nonostante si era solo scherzato e giocato. In spiaggia, fra una cosa e l’altra, era un continuo scambio di sguardi.
    
    Un pomeriggio mi feci accompagnare su in camera (abbiamo hotel diversi) per una dimenticanza, ma anche un amico si offrì di accompagnarci: con grande tristezza fui obbligato a soffocare ogni voglia, ma, soli in ascensore (l’amico ha preso le scale), il gioco di sguardi diventò manifesto desiderio ma, a causa del terzo incomodo, non riuscii a farla mia per chissà quale motivo. Per tutto il pomeriggio non riuscii a toglierle gli occhi di dosso. Di sera non riuscimmo a vederci per suoi impegni con un’amica.
    
    La mattina dopo andai in spiaggia e la trovai li con gli amici: mi mangiava letteralmente con gli occhi e io avevo davvero voglia di scoparla, non ...
    ... desideravo altro! Mentre facevamo il bagno, lei uscì prima con altre due amiche e, una volta raggiunto il loro ombrellone, queste mi dissero che era andata al bar ad ordinare il pranzo. A quell'ora in spiaggia faceva veramente caldo e quasi tutti erano andati via per pranzo. Terminammo il pranzo con un freddo calippo ed ecco che il più scontato giochetto da troia diventò realtà: tanto banale quanto estremamente eccitante, ecco che cominciò a leccare il calippo come se fosse stato un pene, anzi lo succhiava proprio e, mentre si destreggiava con aria comunque innocente per non attirare l’attenzione, mi guardava dritto negli occhi. Inutile dire che il mio pisello cominciò a lievitare e pregavo non dovessi alzarmi per fare chissà che cosa!
    
    Quando finì il calippo se ne andò verso le cabine della spiaggia, dicendo di dover andare in bagno. Ma mi lanciò un’occhiata davvero eccitante. Dopo aver tergiversato per circa un minuto, mi alzai anche io e andai nella stessa direzione. Prima del bagno c’era la fila delle cabine e in una a metà, vidi il suo bikini appeso alla maniglia della porta, come a dire che c’era qualcuno dentro a cambiarsi il costume.
    
    La chiamai per nome, ma non sentendo risposta non esitai ad abbassare la maniglia: la porta non era chiusa dall’interno e, quando aprii, la trovai seduta sulla stretta trave che faceva da piccola panca, tutta nuda, con le mani appoggiate sulla trave e contratte, così che le braccia stringevano il seno e coprivano i capezzoli; le gambe ...
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