1. La mammina della mia fidanzata - cap. 2


    Data: 22/03/2023, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Koss, Fonte: EroticiRacconti

    Rimasi con i boxer e scalzo. Neanche provai a dormire, ero troppo eccitato. Ripercorsi a ritroso il corridoio e mi fermai davanti alla porta socchiusa di Cinzia.
    
    La spinsi, non cigolò. La luce della luna penetrava da una grande finestra e si riversava sul letto illuminandolo perfettamente. La scena era incredibile, come in un film. Ero paralizzato.
    
    Cinzia era nuda, sopra le lenzuola, un po’ contorta e piegata sul lato sinistro, con una mano tra le cosce che si muoveva lentamente e l’altra sul seno che lo stropicciava dolcemente, il lungo collo da cigno riverso indietro, la gola bianca scoperta e deliziosa, il sorriso sulle labbra. Si stava masturbando e stava godendo, a tratti si sentiva un flebile mugolio. Era una signora anche quando si masturbava.
    
    Non capivo se si era accorta della mia presenza, gli occhi erano socchiusi, ma continuò come se nulla fosse. Allargò le cosce e vidi la sua mano accarezzare dolcemente il clitoride e poi scendere più giù, le dita si immersero tra le grandi labbra. La fica brillava di ciprigna, l’odore muschiato arrivava fino alle mie narici. Lei mugolò ancora soddisfatta ed estrasse le dita scintillanti dalla fica per portarsele alla bocca. Le succhiò, continuava a mugolare piano, tra un sospiro e l’altro, mentre il seno si gonfiava e i capezzoli rossi si inturgidivano.
    
    Poi la mano ridiscese giù, l’indice ed il medio si spinsero in basso sui lati del clitoride lentamente e poi ritornarono in su delicatamente mentre lei gemeva con ...
    ... la bocca socchiusa quasi silenziosamente.
    
    Stavolta sapevo cosa fare e ne ero cosciente. Certo, mi guidava più il cazzo che il cervello, ma non si trattava più di un raptus. La volevo.
    
    Mi avvicinai al letto e mi sedetti sul bordo, le presi la mano che si era portata alle labbra e le succhiai le dita, non parlavo. Fu lei – sei il diavolo, erano due anni che non mi toccavo, da quando… -
    
    - sssss – sibilai chinandomi sul suo seno per succhiarle i capezzoli, quello che più di tutto mi stava facendo perdere il lume della ragione, più del suo meraviglioso corpo, era il suo profumo.
    
    - Sei fidanzato con mia figlia… bastardo. – Ma intanto premeva sulla mia nuca con le mani.
    
    Non avevo bisogno di incoraggiamento, i suoi capezzoli si ingrossarono e diventarono duri tra le mie labbra, li succhiai e li morsi, lei gorgogliò e si agitò freneticamente.
    
    Scesi sul suo morbido corpo, la leccai dalla piega del seno all’ombelico e poi ancora più giù. Il bacino era un’anfora spettacolare, la sua pelle era calda, bollente, i fianchi si agitavano e le cosce si allargarono. Mi immersi tra le sue gambe e le succhiai l’anima. Lei non stava ferma, non ci riusciva, quando la mia lingua la penetrò colava come un fiume in piena e sentendo la lingua dentro spinse il bacino in avanti e si mosse come una indemoniata. Ora i suoi movimenti non erano più lenti e controllati, ma convulsi e scomposti. Quando le succhiai il clitoride strinse le cosce sulla mia testa e mi sentii quasi soffocare.
    
    - ...
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