1. 1 Mamma e papà ed io


    Data: 01/12/2022, Categorie: Incesti Autore: Fiocinatore, Fonte: EroticiRacconti

    Mamma e papà ed io
    
    N.B. questo racconto l'ho già inviato ma non è stato pubblicato ed è precedente a 2 come ho perso la verginità
    
    Racconto:
    
    La mia famiglia era composta da mio padre Ettore, 35 anni rampante avvocato piemontese, con uno studio ben avviato nel cuneese, mamma Fiorenza bella donna di 31 anni, capelli lunghi corvini, seno prosperoso una 4°, occhi grigio pela, viso un ovale perfetto, gambe lunghe con polpacci muscolosi, ma non grossi, insomma come si dice una figa da paura.
    
    Mamma di professione faceva la signora, cioè si dedicava allo shopping, per badare alla casa c’era Elide la colf, una signora di 56, con un trascorso burrascoso per via del marito scansafatiche e ubriacone.
    
    Io mi chiamo Claudio, all’età di 13 anni, ho visto la mia famiglia sfaldarsi, papà s’è fatto circuire dalla nuova segretaria, una ragazza dell’est, così dopo averla scopata per diversi mesi, ha deciso d’andare a convivere con lei.
    
    Una sera ha preparato la valigia, poi dopo un’accesa discussione con mamma, ha salutato tutti, compresa Elide la colf ed è uscito di casa, non mettendoci mai più piede.
    
    C’è da dire, che per non fare avere problemi a noi ha aperto un cospicuo conto, versando anche tutti i mesi un’ingente cifra.
    
    Difatti mamma ancora oggi, può fare una bella vita senza problemi, continuando a servirsi d’una colf e dedicandosi quasi quotidianamente al suo sport preferito, lo shopping.
    
    All’età di 13 anni ero già ben messo, alto 1.75, per un peso di 60 kg, occhi azzurri come il cielo, torchiato, ma non grasso fisicamente, inoltre avevo una capigliatura bionda, cioè piacevo alle ragazzine della mia età, a volte notavo, che anche qualche mamma mi guardava con occhi e sguardi invitanti.
    
    La sera, che papà se ne andò, mamma pianse tutta la notte, io la trascorsi a consolarla, mi chiedeva in continuazione in cosa avesse sbagliato, poi diceva d’aver paura di vivere in una casa tanto grande da sola con me, che qualcuno sapendo di una donna sola con un ragazzino, avrebbe potuto cecare d’entrare per rubare o peggio ancora violentarla.
    
    Il mattino quando arrivò la colf le domandò:
    
    “Elide, che ne diresti di trasferirti qui da oggi e per sempre?”
    
    Elide accettò, così si trasferì alla villa, aveva una stanza tutta sua, per il resto i suoi compiti non cambiarono.
    
    Dalla seconda sera, mi trasferii nel letto matrimoniale, prendendo il posto che era stato di mio padre, tranquillizzando mamma con la mia presenza accanto a lei.
    
    Le giornate passavano lente, il mattino a scuola, visto, che eravamo solo a marzo, il pomeriggio studiavo, la sera guardavo la tv, ma alle 10:00 a letto.
    
    Per mia madre la giornata era quasi simile alla mia, il mattino s’alzava per recarsi in bagno per una doccia, a volte usciva per shopping altre lo faceva nel pomeriggio, quando usciva al mattino era perché nel pomeriggio veniva Gabriella la sua amica d’infanzia a trovarla.
    
    Il mio problema era, che avendo raggiunto una certa pubertà, quando c’era mio padre e ...
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