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006 i vespri e le oscenitÀ' della sborra
Data: 11/08/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69
... di turno. Ero come altrove, obnubilato e arreso ai colpi feroci, avevo sonno, ma poi sentii all'improvviso uno strappo interno, un fortissimo bruciore quasi che le mie interiora fossero irrorate all'improvviso da un liquido bollente. Credetti che qualcosa di imponderabile e irreversibile avesse provocato la rottura di qualcosa dentro di me, e quel liquido bollente poteva dirsi sborra riposta in quantità non più costipatili, o forse, forse poteva essere sangue. Io ebbi un sussulto di panico, un moto di rivolta. Mi divincolai, tentai la fuga senza sapere dove andare e fini come bestia atterrita e senza meta dietro il tendone di una grande finestra. Fui “recuperato”, preso per le caviglie fui trascinato al mio posto con percosse indicibili. Io non volevo piegarmi. Tutto la giù mi bruciava. loro urlavano. Fui piegato. Avevo gli sfinteri chiusi e forzavano, forzavano, tutto in me andava a fuoco ed io tenevo stretto. Allora urlai di pianto, invocai dio, mia madre, mio padre, ma loro forzavano la mia fessura serrata dal dolore. Fu lì che tra le lacrime del pianto ed una disperazione così forte da farmi scoppiare il ...
... cuore, che udii un urlo imperioso. Udii schiaffi ed io tentai di ripararmi da quella scarica ma.. ma questi schiaffi non colpivano me. Un prete, visto di rado in refettorio, bello come un dio e forte, stava prendendo le mie difese. Allontanò i miei seviziatori ed io atterrito mi sollevai e guardai il tale menare i suoi confratelli. Poi afferrato per il polso e dovetti seguire quest’uomo dall’abito pulito che mi condusse fuori. Percorremmo diverse centinaia di metri tra lunghi corridoi e la stretta fu tale da farmi male. Lo seguivo a passo svelto nonostante fossi vistosamente claudicante perché avevo nel mentre perso una scarpa in refettorio durante le percosse. Quando entrammo nella stanza l'uomo accese le luci. Io lo guardai tra le lacrime ancora atterrito. Allora versò dell'acqua e mi porse il bicchiere, ed egli mi fece sedere ai bordi del suo letto. Poi, tenendomi entrambe le mani, si inginocchiò, asciugò le mie lacrime ed io vidi occhi lucenti e guizzi di luce su due labbra ebbre di una sensualità misericordia, buona, e disse “non temere”. Era Padre Goran.. HUNGARIAN RHAPSODY Autobiografia di un libertino.