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Tornando alla vecchia pineta
Data: 26/06/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: mas1908, Fonte: EroticiRacconti
Ricordo che da piccolo con i miei genitori andavamo alla pineta di Roma, quella di Castelfusano. Non che avessi scelta. Ti svegliavano presto e alle 8 eravamo già lì con tanto di vettovaglie al seguito. Per coloro che non conoscono il posto dirò semplicemente che è, o meglio era, il luogo dove gran parte dei romani cercavano refrigerio dalla calura cittadina e non avevano possibilità di andare in vacanza. E a quell’epoca non erano certamente pochi, anzi. Era questo il motivo per cui, se volevi accaparrarti spazi più grandi dovevi andare presto, molto presto. Non c’erano bagni pubblici per cui quando avevi una necessità fisiologica, dovevi per forza andare a cercarti posti più riparati. Sulla destra, da dove entravamo noi di solito, ricordo che c’era una fitta vegetazione fatta di pini altissimi ma anche di moltissime fratte e più ti addentravi e più erano fitte. Io avrò avuto 12 massimo 15 anni e come tutti i bambini di Roma per noi quella pineta è stato il luogo dove riuscivamo ad azzerare tutte le nostre forze fisiche. Correvamo dalla mattina al pomeriggio tardo fino a quando, distrutti, i miei mi chiamavano per tornare a casa. Pantaloncini, senza maglietta, ci divertivamo in interminabili partite di calcio, salti con la corda e tutto ciò che di solito fanno i piccoli agitati che eravamo. Ma tornando al racconto, mi ricordo che andando in cerca di un posto dove poter fare pipì, mi recavo nella zona che era ormai destinata, suo malgrado, a tale scopo. Entrando ogni volta ...
... eri assalito da una serie di odori sempre diversi ma anche sempre uguali. Lì la gente riversava, senza molto ritegno, tutto ciò che aveva necessità di evacuare. Fazzolettini di carta a terra erano il cartello che qualcuno lì aveva fatto i suoi bisogni solidi e sempre c’era chi, poco più avanti, avesse lasciato invece bisogni liquidi. Il luogo era molto ombreggiato e quindi l’umidità era alta ma era anche poco ventilato e questo faceva sì che i vari presenti lasciati, si mescolavano tra loro senza mai svanire del tutto. Per cui nel tempo, trovavi escrementi ormai vecchi e secchi vicino a altri freschi e magari qualcuno aveva fatto loro della pipì sopra. Il risultato, per le mie narici, era un odore inebriante. Mi trasmetteva un senso sì di sporcizia ma anche di eccitazione tanto che ogni volta cercavo di andare sempre più giù dove la vegetazione era più fitta. Mi abbassavo i pantaloncini e le mutandine e mi facevo sfiorare tutto il corpo dai rami e le foglie che inevitabilmente dovevo accarezzare. Era per me una sensazione bellissima. Stare tutto nudo in quel luogo così promiscuo e così pieno di forti odori, mi procurava un piacere immenso. Tutto ciò mi è tornato in mente qualche tempo fa e così ho deciso di tornarci per vedere cosa fosse cambiato e poter sentire ancora quell’odore che mi piaceva tanto. Arrivo e vedo che è tutto diverso. Hanno messo palizzate perché non è più consentito entrare con le auto e l’accesso è consentito solo passando da alcuni punti. Malgrado ciò ...