1. Angolo nostalgia_ i' m with you


    Data: 24/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Frivolousb, Fonte: Annunci69

    ... perché nonostante tutto, l’ imbarazzo, l’inesperienza, la vergogna…io lo volevo. Il suo corpo sprigionava un calore rassicurante. Fra un bacio e l’altro, le mie dita sottili palpavano quel petto glabro, le rosee collinette dei capezzoli. Imparammo ben presto a giocare con le nostre lingue. Gli tolsi la parte sopra della tuta. Basta! Volevo avvolgerlo tutto nel mio respiro, nella mia bava. La mia lingua iniziò a insalivarlo tutto. Sì anche sotto le ascelle leggermente pelose e odorose. Lui mi afferrò per le spalle e mi tirò giù all’ altezza del cazzo. Eravamo entrambi molto emozionati. Dal bozzo consistente della sua tuta sentivo un odore che istintivamente mi spinse a strusciargli addosso la mia faccia. Incoraggiato da un suo mugolio di piacere, gli calai i pantaloni e finalmente mi ritrovai faccia a faccia col suo pisello già piuttosto sveglio. Era tipo il mio, sui 17 cm, ben proporzionato, mi sembrò la cosa più bella che avessi mai visto. Non ci pensai su troppo, me lo misi in bocca. Nei porno sembrava più facile, ma devo ammettere che pensavo che come prima volta me la sarei cavata decisamente peggio. Invece constatavo con mio (ma decisamente anche suo!) piacere che la cosa, oltre a farmi letteralmente sballare, mi veniva davvero naturale. Il sapore di quel ...
    ... cazzo, inoltre, era così buono che non ne potevo più fare a meno. Era così duro…inaspettatamente Cristian mi prese delicatamente per le ascelle e mi sollevò da terra. Aveva un rassicurante faccino da porcello arrapato. Mi ficcò di nuovo la lingua in bocca, mi sorrise, e senza neanche accorgermene mi ritrovai rigirato come un guanto. Iniziò maldestramente a spogliarmi. Una volta giunto alla parte bassa del mio, non per vantarmi ma piuttosto tonico, corpo si mise a palparmi il culo selvaggiamente, per poi denudarmelo, completamente.
    
    A quel punto ci ritrovammo in quella erotica bolla di ormoni e inesperienza, accogliente come un nido. L’impronta della mia mano impressa indelebilmente fra la condensa del vetro della finestra di camera mia. Fuori si era messo a piovere e faceva freddo. Dentro era caldo. Dentro di me era caldo, incandescente. Un calore che mi si irradiava dentro, da dentro. Il suo dolce fiato sul collo a mandarmi in estasi.
    
    Era tutto così romantico: lui dentro di me; il rumore della pioggia; Avril Lavigne che strillava “I’m with you”.
    
    Il suo respiro sul collo, i caldi affondi del suo cazzo d’acciaio nei mie anfratti più segreti, le sue mani pronte ad accendere il mio corpo. Finalmente ero con qualcuno.
    
    “I don’t know who you are/But I, I'm with you.” 
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