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Angolo nostalgia_ i' m with you
Data: 24/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Frivolousb, Fonte: Annunci69
(Il seguente è un racconto di fantasia e di conseguenza pure i nomi in esso inserito, per pure e semplici ragioni narrative, sono di fantasia). L'impronta della mia mano sul vetro freddo. Condensa, eccitazione, respiro. Freddo e caldo, un nido protettivo di ormoni e inesperienza. Un contatto fugace che mette i brividi. Il fuoco dentro, la pioggia scrosciante fuori. “Sono in piedi sul ponte” cantava Avril Lavigne attraverso il mio stereo. Il cd me l’aveva masterizzato Alma, una nostra compagna di classe. “I'm waitin' in the dark/i thought that you'd be here by now/ there's nothing but the rain/ no footsteps on the ground/ i'm listening but there's no sound”. Io però non brancolavo più nel buio, perlomeno non da quando Cristian aveva bussato alla mia porta. Quella mattina, quella giornata era partita male. Come al solito la prof Sempliciotti mi aveva dato sette e mezzo nel tema sulla rivoluzione francese. Ora, io sapevo che sette e mezzo era per lei, diciamo così, il voto massimo, ma lo stesso trovavo la cosa ingiusta, il mio tema meritava molto di più! Sì, lo so, ero proprio il solito secchione, e come ogni secchione che si rispetti adoravo organizzare “giornate di studio collettivo”. Ne avevo organizzata una anche per quel pomeriggio, avevo casa libera, peccato che alla fine mi avessero dato tutti buca. O così io pensavo. Anche quello stronzo di Giorgio che aveva un fisico da urlo, così scolpito, adulto per la sua giovane età. Temevo che sospettasse della mia ...
... cotta per lui. E infatti mi sa proprio che era per quello che lui non accettava mai le mie offerte di dargli una mano nello studio (di cui, inutile nasconderlo, lui aveva un gran bisogno!), se non a patto che con noi ci fosse un gruppetto di altri compagni e compagne, e comunque meglio ancora se in biblioteca. Si erano fatte quasi le 14:00, fuori c’era ancora il sole e io mi stavo annoiando oltre ogni dire davanti all’ennesima replica de “I Simpson”, quando sentii il campanello suonare. Non aspettavo visite. Con la mia tuta tutta sformata andai ad aprire. Era Cristian, un mio compagno di classe. Lui era l’ ultimo, fra tutti i nostri compagni che mi sarei aspettato di trovarmi lì davanti. Non è che io avessi mai avuto un brutto rapporto con lui. La verità inquietante era che tra me e lui non c’era mai stato alcun tipo di rapporto. Ci fissammo per alcuni attimi di imbarazzantissimo silenzio fino a che io non trovai il coraggio di chiedergli: _ Wow, accidenti, non mi avevi detto che saresti venuto? Sei qui per studiare? _Secondo te? Mi fai entrare? _C-certo, sempre simpatico tu, eh?! _Umpf!_ entrò scostandomi bruscamente. Come se fosse stato a casa sua. Si mise a ficcanasare in giro. Visibilmente seccato gli buttai lì: _Non per sembrarti indiscreto, ma come mai sei venuto? Cioè di solito non studi, voglio dire, non mi caghi manco di striscio… Lui non solo non si degnò di rispondermi, ma neanche, mi degnò di uno sguardo, che piccolo sbruffoncello! Però, a guardarlo ...